Mendrisio

Piscine: spunta il regolamento del 1975, il Comune deve ora farlo abrogare

Il documento, seppur superato e non più utilizzato, è teoricamente in vigore (e nasconde pure qualche curiosità)
© CdT/ Chiara Zocchetti
Stefano Lippmann
04.10.2025 06:00

Può capitare a tutti di aprire il cassetto di un vecchio mobile, magari riposto in cantina, e trovare un vecchio documento, una lettera, una cartolina. Un tuffo nel passato che può anche far sorridere. Una situazione analoga è successa anche all’interno dell’amministrazione comunale di Mendrisio. Dagli archivi è infatti emerso il Regolamento della piscina comunale della città, datato giugno 1975. Un regolamento che, tecnicamente, è ancora in vigore. È per questo motivo che lunedì, all’ordine del giorno della seduta di Consiglio comunale, ci sarà anche il messaggio municipale che chiede l’abrogazione del citato documento. L’Esecutivo spiega che a seguito di approfondite ricerche d’archivio, è emerso che il regolamento non è più stato applicato a partire dal 1983.

Per oltre quarant’anni, infatti, la gestione della piscina è avvenuta tramite norme di comportamento interne, non formalizzate e ormai non più adeguate alle esigenze attuali, sia in termini di sicurezza sia in termini di gestione e qualità del servizio. Considerato che il regolamento del 1975 non risulta più applicato da decenni – e l’attuale ordinanza copre integralmente la materia in oggetto – il Municipio ne propone quindi l’abrogazione.

Dai mangiadischi alle «cicche»

Spulciando il documento, però, si può fare un tuffo nel passato e comprendere le sensibilità di mezzo secolo fa. L’articolo 7 specificava ad esempio che è vietato «sputare sul terreno e nelle vasche», come pure «disturbare i bagnanti con spruzzi e rumori molesti», nonché «rincorrersi nelle zone verdi». Un occhio di riguardo anche al decoro: gli utenti della piscina non potevano «cambiarsi all’esterno dello spogliatoio» e, soprattutto «masticare gomma». Bandite, insomma, le «cicche». Curiose, inoltre, altre due interdizioni. Sebbene fossimo nel 1975, dunque senza smartphone con obiettivi installati, si sottolineava la tutela della privacy: era infatti vietato «fotografare persone senza la loro autorizzazione». Altro tema che oggi farebbe storcere un po’ il naso, soprattutto nei gruppi di giovani che frequentano la struttura balneare, è quello dell’accompagnamento sonoro. Cinquant’anni fa il regolamento parlava chiaro: «È vietato l’uso di radioline, mangiadischi o altri apparecchi sonori». E l’articolo 10? L’uso della piscina olimpionica è vietato alle persone che non sanno nuotare.

Ancora più lapidario l’articolo 11 del regolamento: «Persone ubriache, persone con ferite aperte, eczema o altre malattie della pelle, non hanno accesso alla piscina». 

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