Più incendi, ma meno danni: il ruolo della prevenzione

Ventitré incendi nell’arco di un anno, ma appena 2,44 ettari percorsi dal fuoco. Il 2025 entra così negli archivi come l’anno con la minore superficie bruciata da quando esiste la serie storica cantonale. Un risultato che sorprende anche perché, rispetto all’anno precedente, gli incendi, anziché diminuire, sono passati da 19 a 23. È invece la superficie interessata dalle fiamme a essere «crollata» di circa il 94%.
Perché il 2025 è stato diverso
«L’anno 2025 è stato caratterizzato da condizioni meteorologiche variate, ma nel complesso non particolarmente favorevoli all’innesco e alla propagazione di incendi boschivi», spiega Nicola Calanca, collaboratore scientifico della Sezione forestale del Dipartimento del territorio. «I mesi di gennaio, marzo, aprile, luglio, agosto e settembre hanno avuto precipitazioni superiori alla media 1991-2020».
Le condizioni atmosferiche, però, raccontano solo una parte della storia. A fare la differenza entrano infatti in gioco anche la rapidità d’intervento, l’organizzazione dei soccorsi e le misure di prevenzione introdotte dal Cantone. «Sono tutti fattori che hanno un ruolo importante nella strategia cantonale di gestione degli incendi di bosco e sono complementari», osserva Calanca.
Prevenzione e interventi
La Sezione forestale affianca oggi chi coordina le operazioni di spegnimento anche attraverso sistemi di monitoraggio da remoto. «Durante gli interventi supporta il Capo intervento mediante strumenti come i droni, in grado di elaborare in tempo reale cartografie operative del perimetro dell’incendio e di individuare i focolai residui nella fase di bonifica», spiega Calanca. «Queste tecnologie consentono di ottimizzare le operazioni di spegnimento, migliorando l’efficacia e la sicurezza degli interventi».
Fra le novità c’è anche un bollettino sperimentale dedicato agli incendi boschivi, che permette di valutare lo stato del combustibile vegetale e la suscettibilità del territorio alla propagazione del fuoco, oltre all’aggiornamento delle procedure operative dei Corpi pompieri. Quando il rischio aumenta, vengono rafforzate anche le procedure operative: durante il divieto assoluto di accendere fuochi all’aperto i Corpi pompieri di montagna aumentano la propria prontezza operativa, mentre il livello di pericolo determina quali squadre e mezzi vengono mobilitati. Da anni il Dipartimento del territorio ha inoltre una convenzione con le ditte di elitrasporto ticinesi, che permette di attivare rapidamente mezzi aerei quando il rischio è particolarmente elevato.
Fermare i grandi roghi
«Evitare tutti gli incendi non è realistico. Piuttosto si cerca di sensibilizzare la popolazione per evitare il più possibile comportamenti pericolosi», sottolinea infine Calanca. La vera sfida è impedirne la propagazione. «Impedire che un incendio boschivo raggiunga grandi dimensioni è fondamentale. Un incendio diventa particolarmente critico quando interessa vaste superfici, poiché può compromettere la funzione protettiva del bosco, con conseguenze che possono protrarsi per decenni». Quando questa funzione viene meno, spiega ancora la Sezione forestale, possono rendersi necessari interventi di ripristino, nuove piantagioni e, nei casi più complessi, opere di protezione contro i pericoli naturali.
Il record del 2025, tuttavia, non significa che il problema sia alle spalle. Il Ticino ha già conosciuto annate estreme, come il 2002, il 2016 e il 2022, caratterizzate da prolungati periodi di siccità. E il cambiamento climatico lascia prevedere che condizioni favorevoli agli incendi possano diventare sempre più frequenti. Una singola stagione, però, non basta per valutare l’efficacia del sistema di prevenzione. «Le misure di prevenzione e sensibilizzazione si sono finora dimostrate efficaci e contribuiscono a ridurre le situazioni di pericolo», conclude Calanca. «La loro efficacia deve tuttavia essere valutata sul medio-lungo termine e non sulla base dell’andamento di una singola stagione, poiché le condizioni meteorologiche momentanee possono influenzare in modo significativo il numero e la gravità degli incendi».
