Ticino

«Polenta western» in Valle Onsernone: tra cascate e silenzi nasce un’avventura immersiva fuori dal tempo

Il progetto The Time Travelers porta il live action role play in uno dei luoghi più selvaggi del Ticino, trasformando il paesaggio in racconto
Photo: Antoine Beguelin
Mattia Sacchi
30.03.2026 19:35

Ci sono angoli della Valle Onsernone che, con la luce giusta e il silenzio attorno, sembrano usciti da un’inquadratura di Sergio Leone. Non il West monumentale dell’Arizona, ma quello più essenziale e ruvido degli spaghetti western: sentieri che si perdono nel verde, acqua che precipita dalle cascate, boschi fitti, silenzi lunghi, assenza di segnale telefonico. Più che «spaghetti western», vista la geografia e la cultura, verrebbe quasi da parlare di un «polenta western», ovviamente a base di farina bona: una frontiera alpina in cui la natura domina e l’uomo sembra tornare a misurarsi con uno spazio ancora indomato.

Photo: Antoine Beguelin
Photo: Antoine Beguelin

È anche da questa suggestione che prende forma The Time Travelers, progetto nato da un gruppo di amici di Bienne che ha trasformato la passione per il gioco di ruolo dal vivo in un’esperienza immersiva a tema western, ambientata in una valle immaginaria chiamata Grande Oro. Un’idea che non nasce a tavolino, ma da una frequentazione reale, quasi affettiva, con il territorio.

Fra i membri del gruppo c’è Andy Bica, imprenditore e orologiaio di professione, che in questa avventura si occupa soprattutto del sito e dell’immagine. Ma prima del lavoro organizzativo viene il legame con Spruga e con quella porzione di Onsernone che lui e i suoi amici conoscono da anni. «Andiamo lì da almeno dodici anni, forse anche di più», racconta. «Ci siamo arrivati grazie a un amico che ha un legame familiare con quella zona e da allora torniamo ogni anno. Per noi è diventato quasi un rituale».

Photo: Antoine Beguelin
Photo: Antoine Beguelin

Non è difficile capire perché. «È un posto incredibile, quasi fuori dal mondo. La cosa che mi colpisce di più sono le cascate: non credo di averne mai viste così tante in vita mia. E poi c’è quella sensazione di essere in una terra di confine, sospesa, al limite tra Svizzera e Italia». In quella geografia marginale, quasi appartata, il gruppo ha trovato molto più di una meta per campeggiare: una scena naturale già pronta a evocare una storia. «Ha qualcosa di selvaggio, di libero. Quando sei lì, senza segnale telefonico, tagliato fuori dalla quotidianità, ti sembra davvero di entrare in un’altra dimensione. E certi paesaggi si prestano perfettamente a quel mondo».

Photo: Antoine Beguelin
Photo: Antoine Beguelin

Quel «mondo» è il Far West reinventato attraverso il LARP, il live action role play, forma di gioco in cui i partecipanti interpretano fisicamente un personaggio all’interno di una trama condivisa, tra improvvisazione teatrale, regole e missioni. Nel caso di The Time Travelers, l’esperienza dura un intero fine settimana e porta i partecipanti dentro una storia fatta di ruoli, obiettivi personali, costumi e interazioni continue. Non si assiste a uno spettacolo: lo si abita.

«La prima volta eravamo partiti quasi per gioco, come gruppo di amici», ricorda Bica. «C’era stata un’edizione post-apocalittica, più sperimentale, anche per capire meglio cosa volesse dire calarsi davvero in un personaggio». Quella prova, però, ha lasciato un segno più profondo del semplice divertimento. «Ci siamo resi conto che l’esperienza era stata talmente intensa che per un mese intero abbiamo continuato a parlarne. Vedere persone che conosci da anni trasformarsi in qualcun altro è stato sorprendente».

Photo: Antoine Beguelin
Photo: Antoine Beguelin

Da lì è arrivata l’evoluzione verso una formula più strutturata. «Abbiamo capito che era un concetto davvero unico, poco diffuso in Svizzera, e abbiamo voluto svilupparlo al meglio». Anche l’attenzione ai dettagli va in questa direzione. I costumi, ad esempio, sono parte integrante dell’immersione. «La priorità è fare in modo che chi entra nel gioco possa perdersi completamente. Guardarsi addosso e sentirsi davvero dentro quell’epoca cambia tutto». È lo stesso principio che regge l’intera esperienza: togliere ai partecipanti i riferimenti del presente e portarli, per qualche ora, in un’altra identità.

Eppure il cuore del progetto non è solo ludico. «Per me il senso dell’esperienza è questo: uscire per almeno un giorno dai pensieri del lavoro, della casa, dei problemi quotidiani, e lasciarsi trasportare altrove. Incontri persone nuove, vivi un’avventura, condividi qualcosa di forte. Si crea una specie di simbiosi con i personaggi e con la natura che ci circonda».

Photo: Antoine Beguelin
Photo: Antoine Beguelin

Ed è forse qui che il West immaginato da The Time Travelers incontra quello, concretissimo, della valle ticinese: nell’idea di uno spazio remoto, di confine, dove l’immersione avviene quasi senza sforzo. «Per noi ogni nuova edizione è anche una splendida scusa per tornare lì», conclude Bica. «E forse è proprio questo il bello: avere trovato un modo creativo per abitare, almeno per un fine settimana, un luogo che continuiamo a sentire speciale».

Photo: Antoine Beguelin
Photo: Antoine Beguelin

Le prossime edizioni del «Gold Rush» a Grande Oro sono già calendarizzate: l’appuntamento del 24-26 aprile 2026 è quasi tutto esaurito, mentre una nuova sessione è prevista dal 23 al 25 aprile 2027, con ulteriori date in fase di definizione.Le prossime edizioni del «Gold Rush» a Grande Oro sono già calendarizzate: l’appuntamento del 24-26 aprile 2026 quasi tutto esaurito, mentre una nuova sessione è prevista dal 23 al 25 aprile 2027, con ulteriori date in fase di definizione.

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