Politici e infrazioni stradali, Gysin: «Coincidenze o problema culturale con mascolinità e rischio?»

«Politici e motori, poche gioie e molti dolori». È con queste parole che si apre l'editoriale del vicedirettore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti, pubblicato nelle scorse ore. Un testo in cui, alla luce di quanto accaduto in queste settimane, vengono passati in rassegna gli episodi che vedono politici ticinesi protagonisti di gravi infrazioni stradali. Ma c'è una cosa che, per alcuni, non è passata inosservata. Come sottolinea Greta Gysin, presidente del gruppo parlamentare dei Verdi, in un video pubblicato sui social: i protagonisti di questi incidenti «sono tutti uomini». «Lungi da me fare di ogni erba un fascio: sono ben consapevole che la stragrande maggioranza degli uomini arriva a destinazione senza bisogno di trasformare le nostre strade in un circuito di Formula 1», evidenzia Gysin nel contenuto postato online. «Però, anche considerando il fatto che l'80% delle revoche di patenti riguarda uomini, una domandina dobbiamo porcela: siamo solo di fronte a una serie di sfortunate coincidenze, oppure abbiamo un piccolo problema culturale per quanto riguarda il rapporto tra mascolinità, volante e rischio?».
Come detto, nell'editoriale, vengono menzionati diversi episodi in cui politici ticinesi sono stati protagonisti di gravi infrazioni o incidenti. «Le cronache degli anni ci raccontano di Ignazio Cassis, quando neppure immaginava che sarebbe diventato consigliere federale, beccato nel febbraio del 2009 da un’autocivetta a 171 km/h sulla tirata dell’A2 di Bellinzona, dove il limite era di 120 km/h», viene ricordato nell'articolo. «Le cronache narrano poi di uno «pneumatico scoppiato» nottetempo a Giovanni Jelmini, allora presidente del PPD, che dichiarò: "Sono molto rincresciuto per quanto accaduto. Agli agenti ho subito consegnato la licenza di condurre e stamane mi sono recato al lavoro in treno"», si legge sempre nell'editoriale. E ancora: «Protagonista di una serie di «disavventure» al volante fu anche Filippo Lombardi, in carica a Berna come consigliere agli Stati, arrivando poi all’ormai tristemente celebre incidente in Leventina in cui venne coinvolto il consigliere di Stato della Lega Norman Gobbi e la successiva vicenda degli alcoltest non calibrati. Una vicenda finita senza condanne per gli agenti intervenuti quella maledetta notte, ma con tanto amaro in bocca». Fino ad arrivare «all'uno-due di questa estate». Un riferimento al copresidente del PS Fabrizio Sirica, pizzicato a 104 km/h dove il limite era di 50 km/h. «Un errore per il quale pagherò», che ha portato Sirica a decidere di ritirare la propria disponibilità a correre per il Consiglio di Stato il prossimo anno. Ma anche un riferimento all'ultimo sinistro cronologicamente parlando, con il deputato leghista in Gran Consiglio Andrea Censi, protagonista di un incidente in scooter in preda ai fumi dell’alcol. E costretto ad ammettere di essere recidivo.
