Preso a sprangate per un debito di cocaina

Sequestrato e preso a calci in testa e a sprangate per un debito di 2.000 franchi, poi diventato di 7.000. Una spedizione punitiva per delle vendite di cocaina mai pagate. Ma, tra i sei imputati, c’è anche chi ha preso parte al pestaggio per «semplice» antipatia nei confronti della vittima. Tant’è: il 29 gennaio dello scorso anno quello che è stato messo in scena dagli attori di questa vicenda dimostra un intento criminale che raramente si vede alle nostre latitudini. E a partire da martedì prossimo – davanti alla Corte delle assise criminali presieduta dal giudice Amos Pagnamenta – saranno chiamati a fare i conti. Alla sbarra compariranno un 27.enne italiano, un 32.enne colombiano, due 21.enni e un 22.enne svizzeri e, infine, un 21.enne di nazionalità rumena (tutti residenti nel Luganese), difesi dagli avvocati Yasar Ravi, Mattia Cogliati, Barbara Pezzati, Stefano Camponovo, Felice Dafond e Sabrina Aldi. Imputati che, a vario titolo, dovranno rispondere delle accuse di tentato omicidio intenzionale (subordinatamente lesioni gravi tentate e consumate), sequestro di persona e rapimento (ripetuto e aggravato), ripetuta esposizione a pericolo della vita altrui, ripetuta aggressione, ripetuta omissione di soccorso, tentata presa d’ostaggio, coazione, infrazione e contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti.
Una giornata con gli aggressori
La vittima, un 18.enne residente nel Mendrisiotto, il 29 gennaio dello scorso anno venne picchiata in più occasioni, presa a sprangate e rimediò diverse lesioni e fratture. Quel giorno tre degli imputati prelevarono il giovane, lo caricarono in auto e lo portarono in Leventina con l’intento di trovare un luogo discosto e dare atto alla spedizione punitiva. Nel Sopraceneri arrivarono le prime botte. Tornando a sud, i tre aggressori chiamarono altri due imputati e si diedero appuntamento a Cadempino, sempre in un luogo discosto. Anche in quel frangente ci fu un pestaggio.
Fatti sostanzialmente ammessi
Stando a quanto abbiamo potuto appurare, i fatti sono stati sostanzialmente ammessi dagli imputati che, martedì prossimo, dovranno rendere conto dell’atto d’accusa stilato dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni. Diverso, invece, il discorso in merito alle qualifiche giuridiche: alcuni legali, infatti, contesteranno il reato di tentato omicidio intenzionale.
