Luganese

Presunta truffa a sfondo cripto: investimenti o buco tappa buco?

Aperto un procedimento penale nei confronti di una cittadina svizzera della regione – S’indaga su un’attività di raccolta di fondi con proposte fittizie di investimento, anche in monete virtuali – Il denaro sarebbe stato usato per altri scopi
© CdT/Chiara Zocchetti
Nico Nonella
06.03.2026 06:00

Alle ignare vittime vengono proposti investimenti nei settori più disparati con rendite elevatissime, ma il denaro viene usato per scopi personali oppure riversato ad altri investitori sotto forma di fantomatici profitti nel classico schema «buco tappa buco». Un modus operandi che negli ultimi anni è stato spesso protagonista delle cronache giudiziarie e che sarebbe stato utilizzato anche da una donna nei confronti della quale il Ministero pubblico ha recentemente aperto un’indagine per presunti reati finanziari.

Con piattaforme di trading

Il Ministero pubblico ha confermato al Corriere del Ticino l’apertura di un procedimento penale nei confronti di una 50.enne cittadina svizzera domiciliata nel Luganese. Gli accertamenti sono finalizzati a comprendere la sussistenza di fattispecie penali nell’ambito di un’attività di raccolta di fondi con proposte di investimento garantite, anche in criptovalute e attraverso piattaforme di trading. Tutto questo prospettando importanti possibilità di guadagno. La donna avrebbe agito sia in veste personale sia attraverso una sua società con sede nei Grigioni. Sulla base delle prime risultanze dell’inchiesta, i valori patrimoniali ottenuti sarebbero in realtà serviti a finalità differenti rispetto a quanto indicato. Le ipotesi di reato sono di appropriazione indebita, truffa, falsità in documenti ed esercizio abusivo della professione di fiduciario. L’inchiesta – coordinata dalla procuratrice pubblica Francesca Nicora – dovrà anche comprendere se, oltre agli accusatori privati già noti (stando a quanto appurato dal CdT, molti di loro sarebbero cittadini brasiliani), vi siano altre persone che ritengono di aver subito un danno. Nei confronti della 50.enne il giudice dei provvedimenti coercitivi ha disposto delle misure sostitutive dell’arresto.

Pochi giorni fa un caso analogo

Solo pochi giorni fa, il 25 febbraio, il Ministero pubblico aveva comunicato l’arresto e l’apertura di un’inchiesta nei confronti di un’altra persona, una 51.enne cittadina italiana domiciliata nel Luganese, accusata di una fattispecie analoga. La donna, titolare di alcune società attive nel campo degli investimenti, della consulenza e dell’intermediazione finanziaria avrebbe curato la raccolta di fondi con proposte di investimento nel campo dei prestiti convertibili e promesse di guadagno elevato. Gli ingenti valori patrimoniali ottenuti (in prevalenza da clientela estera) sarebbero in realtà serviti a far fronte alle spese personali o delle società della 51.enne e a rimborsare altri clienti. Nel contesto delle verifiche e delle perquisizioni, è stata sequestrata diversa documentazione che sarà ora oggetto di ulteriori. Le ipotesi di reato ipotizzate dal procuratore pubblico Daniele Galliano sono appropriazione indebita, truffa, accettazione abusiva di depositi dal pubblico, riciclaggio di denaro e contravvenzione alla Legge federale sulle fideiussioni solidali Covid-19.

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