Finanze comunali

Preventivo in rosso milionario a Capriasca: «Dovremo fare scelte oculate»

Per il 2027 il Municipio prevede un disavanzo di 1,2 milioni di franchi e poco margine di manovra per migliorare la situazione nel breve periodo: «Non nascondiamo la nostra preoccupazione per l’evoluzione complessiva delle nostre finanze»
©Chiara Zocchetti
Federico Storni
24.10.2026 06:00

A mo’ di paragone, le finanze capriaschesi sono come il nuotatore stanco che vede la riva e che, malgrado la fatica, probabilmente la toccherà prima di andare a fondo. «Il quadro che emerge - scrive il Municipio nel commento politico ai conti preventivi del 2027, che prevedono un disavanzo di 1,2 milioni di franchi - è delicato e, sotto diversi aspetti, fragile. Non nascondiamo quindi la nostra preoccupazione per l’evoluzione complessiva delle nostre finanze». La riva, in questo caso, è una data: il 2030. Per allora, spiega il capodicastero Finanze Piergiuseppe Vescovi, sarà probabilmente terminato l’ultimo investimento necessario nelle infrastrutture fondamentali per il buon funzionamento di un Comune, ovvero la riqualificazione dell’ex deposito ARL. Ciò concluderà anni di grandi sforzi finanziari per riportare Capriasca a un livello di infrastrutture moderne: «Nei prossimi anni dovremo fare scelte oculate, stare con i piedi per terra e non inventarci costi in più».

Il cruccio dell’indebitamento

La riva, insomma, si vede all’orizzonte. E arrivarci potrebbe non essere del tutto indolore, negli scenari peggiori. Perché le condizioni quadro non sono incoraggianti. Nel Preventivo si ritrova infatti una lunga serie di notizie negative, piccole o medie, per le finanze comunali, che prese nell’insieme non lasciano intravvedere grandi margini di miglioramento nei prossimi anni. La riduzione lineare delle aliquote per le persone fisiche e le possibilità accresciute di dedurre i premi di cassa malati dei figli, benché siano una boccata d’ossigeno per le famiglie, si stanno facendo sentire sul gettito fiscale comunale «più del previsto». E Capriasca ottiene il 97% del gettito dalle persone fisiche. Gettito che è inoltre stabile e difficilmente crescerà (anzi, si sarebbero persi alcuni buoni contribuenti). E nemmeno è possibile «compensarlo» alzando il moltiplicatore delle persone giuridiche perché si arrischierebbe di rendere ancora meno attrattivo il Comune da questo punto di vista (oltretutto metà di questo gettito proviene da un unico contribuente).

Un altro cruccio è l’indebitamento. L’esposizione complessiva si colloca oggi a 76 milioni di franchi ed è destinata a salire ulteriormente, cosa per cui, si legge nella documentazione, «anche un moderato aumento del costo dei finanziamenti avrebbe conseguenze molto pesanti sui nostri conti». E ciò sta già succedendo: malgrado un buon capitale proprio, vi è una maggiore difficoltà di accesso al credito: «Le recenti richieste di finanziamento hanno evidenziato una maggiore prudenza da parte degli istituti finanziari nei confronti del Comune e, recentemente, abbiamo avuto un primo caso di mancato rinnovo da parte di un Istituto di previdenza esplicitamente riconducibile al nostro rating. Altri istituti hanno manifestato disponibilità, ma a condizioni finanziarie sensibilmente più onerose».

«Mettere in conto sacrifici»

Come si resta a galla, quindi, quantomeno nel breve periodo? Razionalizzando il razionalizzabile e preparandosi a scelte dolorose: «La sfida dei prossimi anni sarà quella di mantenere la qualità e la funzionalità del nostro Comune senza compromettere eccessivamente il suo equilibrio finanziario. È una sfida che richiederà rigore, capacità di scelta e, quando necessario, anche la disponibilità a mettere in conto sacrifici, rivedendo abitudini e priorità consolidate». Vale a dire, e premettendo che l’auspicio è di non dover arrivare a tanto: riflettere su un aumento del moltiplicatore, rivalutare complessivamente l’offerta dell’Arena Sportiva e di Casa Capriasca (ovvero la struttura con appartamenti protetti gestita dal Comune), diluire ancor di più il Piano delle opere, accelerare con la dismissione degli edifici non più funzionali all’esigenza del Comune, vendere Casa Cattaneo qualora il gruppo di lavoro che si intende istituire per trovare un partner privato interessato a valorizzarla non dovesse dare risultati.

Conclude il Municipio: «Dobbiamo essere prudenti, selettivi e rigorosi ogni volta che una decisione comporta un nuovo impegno finanziario per il Comune».