Prime opposizioni al progetto di Constantin a Gandria

Sono fioccate a Gandria le prime opposizioni al Piano di Quartiere con il quale l’imprenditore vallesano, Christian Constantin, immagina di costruire un complesso residenziale da 14 appartamenti e 30 posteggi interrati. A esprimere le proprie contrarietà all’operazione immobiliare plurimilionaria che Constantin ha solo abbozzato con il Piano di Quartiere, sono stati entro il termine del 13 marzo la Società ticinese per l’arte e la natura (STAN), l’associazione Viva Gandria e anche alcuni abitanti del villaggio. «Per quanto ci riguarda - spiega il presidente della STAN, Tiziano Fontana - riprendiamo le argomentazioni che abbiamogià sollevato, opponendoci al progetto immobiliare del 2013, che era stato contestato dal Municipio, dal Governo e dal Tribunale federale». Questo perché sia il progetto del 2013 che quello di Constantin si assomigliano molto, immaginando di realizzare un complesso immobiliare sul medesimo terreno. Nel 2013 erano 13 invece di 14 gli appartamenti che si volevano costruire. E anche per le auto era stato immaginato un autosilo interrato collegato con un ascensore come intenderebbe fare anche l’imprenditore vallesano. «Già nel 2008 (quando era stato presentato il primo progetto immobiliare sullo stesso terreno, ndr) - continua Fontana - la Commissione federale della natura e del paesaggio si era espressa sul comparto, defininendolo sensibilissimo e auspicando nel contempo che le autorità lo tutelassero a livello pianificatorio».
Oltre a ciò, aggiunge il presidente della STAN, occore anche ricordare che Gandria è considerata un paesaggio di importanza nazionale secondo l’Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali (IFP), ma anche un insediamento svizzero di importanza nazionale secondo l’Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere (ISOS)». Ma non è tutto. Per la STAN il progetto di Constantin si scontrerebbe anche con la Legge sullo sviluppo territoriale in quanto «i suoi volumi, così come emergono dal Piano di Quartiere, non si inseriscono in modo armonioso nel contesto del villaggio, ma anzi lo vanno a determinare in modo negativo».
Quasi del tutto simile è l’opposizione di Viva Gandria, che nello specifico domanda inoltre di istituire nel comparto una zona di pianificazione, così da evitare interventi suscettibili di compromettere o pregiudicare il processo di pianificazione avviato con il Piano direttore comunale, che proseguirà con l’applicazione dei Piani regolatori.
