Priorità per l’A2-A13 e PoLuMe: «È una piccola pietra miliare»

Il 24 novembre di un anno fa, Albert Rösti ha ricevuto la sua più grande sconfitta politica da quando è «ministro» dei Trasporti. In votazione popolare, il progetto di espansione di sei tratte autostradali era stato respinto con il 52,7% di «no». Raccolti i cocci, il consigliere federale è ripartito con un nuovo progetto all’inizio di quest’anno: definire delle priorità per i progetti di ampliamento di strade e ferrovie in tutta la Svizzera da compiere entro il 2045.
La perizia è stata affidata al professore Ulrich Weidmann, del Politecnico federale di Zurigo, che oggi ha presentato i risultati. Il Ticino può sorridere: entro i prossimi vent’anni andrebbe realizzato il collegamento A2-A13 (tra Bellinzona e Locarno, per quasi 1,47 miliardi di franchi) e l’ampliamento dell’A2 fra Lugano e Mendrisio, il cosiddetto PoLuMe (1,05 miliardi).
Ora inizia la fase politica
E ora? Adesso inizia la fase politica, con l’inevitabile guerra tra regioni. Rösti, entro fine gennaio, dovrà presentare al Governo i punti chiave sui futuri ampliamenti delle strade nazionali, della ferrovia e del traffico d’agglomerato (il messaggio al Parlamento è previsto per febbraio 2027). Entrambi i principali progetti ticinesi (PoLuMe e A2-A14) dovrebbero tuttavia essere confermati: sono infatti stati classificati come «priorità 1» (alta, in una scala da uno a sei): il fabbisogno risulta già elevato a breve e medio termine e l’efficacia complessiva è buona. Non sono gli unici che riguardano il Ticino: per il traffico d’agglomerato, la priorità alta riguarda anche l’ampliamento della rete di percorsi pedonali e ciclabili nel Locarnese (Brissago-Ronco-Ascona) e il progetto «Agglobus» tra Lugano Centro e Pian Scairolo.
In totale, sono stati esaminati 500 progetti in tutta la Svizzera, per un volume d’investimenti pari a 112,7 miliardi (circa 3 miliardi in Ticino, di cui 2,35 per i progetti considerati prioritari). Il problema? Per le strade nazionali, il volume d’investimenti dei vari progetti supera i 39 miliardi, ma sul piatto sono a disposizione 9 miliardi; altri 7,5 miliardi riguardano il traffico d’agglomerato, mentre per la ferrovia ci sono due varianti: gli attuali 14 miliardi previsti, oppure aumentare fino a 24 miliardi (ma il volume dei progetti sarebbe di 62,2 miliardi). Il lavoro, per Albert Rösti, non manca.
«Non abbiamo chiesto la luna»
«Il Canton Ticino ha superato l’esame. In un momento di ristrettezze, di ripensamenti e di dubbi da parte della politica, queste opere ricevono una conferma. È un bel passo avanti», ci spiega il consigliere di Stato Claudio Zali. «Ero fiducioso, perché abbiamo lavorato bene e non ci siamo certo inventati opere che non servono. Non abbiamo chiesto la luna, ma dei progetti indispensabili. Per fortuna non ci sono stati colpi di scena», aggiunge sorridendo il titolare del Dipartimento del territorio. Per i due progetti «è un passo avanti importante. Una piccola pietra miliare», aggiunge Zali, secondo il quale, però, è ancora difficile immaginare la data di realizzazione.
«Nessuna soluzione migliore»
Per il collegamento A2-A13, «in fase di pianificazione da molto tempo» (ovvero decenni), la soluzione attuale «appare complessivamente vantaggiosa e prioritaria, in quanto non solo elimina i problemi di capacità, ma decongestiona anche gli insediamenti, migliora la sicurezza stradale e risolve una criticità sulla rete autostradale», si legge nella perizia, secondo cui «ulteriori analisi delle varianti non produrranno soluzioni migliori».
«È un bel passo avanti. L’analisi tecnica compiuta dagli esperti conferma che il collegamento A2-A13 non solo è vantaggioso, ma anche prioritario». Nicola Pini, sindaco di Locarno e presidente della Commissione intercomunale dei trasporti del Locarnese, è evidentemente soddisfatto degli esiti del rapporto allestito dal Politecnico federale di Zurigo sul futuro sviluppo delle infrastrutture di trasporto. «Da una prima lettura, il rapporto lascia intendere che la variante attualmente in fase di approfondimento (quella tra Bellinzona sud e la rotonda dell’aeroporto di Locarno, lungo l’asse est-ovest per una lunghezza complessiva di circa 11 chilometri, 8 dei quali in galleria, ndr.) sia la più valida». Pini rileva anche con soddisfazione che, sempre stando alle analisi dei tecnici del Poli, le condizioni quadro per l’attraversamento del Piano di Magadino siano state chiarite. «Ora, insieme al Cantone e alla deputazione ticinese alle Camere federali, si tratterà di fare quadrato a livello politico affinché il collegamento A2-A13 venga realizzato nei tempi previsti», conclude il sindaco di Locarno.
Sulla stessa lunghezza d’onda si esprime Mattia Lepori, municipale di Bellinzona e presidente della Commissione regionale dei trasporti del Bellinzonese. «Ora è importante creare consenso politico attorno a questo progetto, la cui validità dal punto di vista tecnico ha trovato conferma nella perizia commissionata al Politecnico dal Consiglio federale. Le soluzioni calate dall’alto, infatti, non portano da nessuna parte», sottolinea Lepori.
Un tratto nevralgico
Anche gli ampliamenti della A2 tra Lugano Sud e Mendrisio riguardano un tratto nevralgico, sottolinea la perizia. «Questo progetto, combinato con la strada cantonale e il traffico lento, aumenta la capacità, riorganizza il tracciato di autostrada e strada cantonale, consente di migliorare il traffico lento e supporta la manutenzione degli impianti esistenti», argomenta il professore dell’ETH.
Il progetto, nel Mendrisiotto e Basso Ceresio, non ha mai fatto l’unanimità: le voci critiche sono sempre state diffuse e agguerrite. Tra gli scettici si allinea il Municipio di Mendrisio il quale ha più volte espresso contrarietà di principio al progetto e invitato a studiare valide misure compensatorie a favore del paesaggio. La linea è la stessa anche ora: «Premetto che non abbiamo ancora preso visione e analizzato i contenuti dello studio - spiega il sindaco Samuele Cavadini -, posso quindi solo ribadire il nostro scetticismo sui progetti autostradali che guardiamo con prudenza per le conseguenze sul traffico della regione. Continueremo quindi a far valere l’attenzione territoriale e alla qualità di vita».


