Quando a bussare alla porta è una colonia di roditori

A Rancate c’è un quartiere tenuto in scacco dai ratti. Anzi, soprattutto dai ratti, perché più di un residente lamenta problemi di convivenza anche con calabroni e serpenti. Ci riferiamo al comparto di via Barozzo, dove più di un abitante si è trovato costretto ad attuare stratagemmi fai-da-te per tenere lontani (o il più lontani possibili) i roditori.
A segnalare il problema alla nostra redazione sono stati alcuni residenti. Rancatesi che ci hanno parlato di una vera e propria «invasione di ratti», iniziata già lo scorso anno, tra la primavera e l’estate. E che avrebbero anche identificato in una vicina villa disabitata (Villa Gerosa, ndr) il luogo di provenienza di calabroni, topi e serpenti. Lo scorso anno l’emergenza era però rientrata, grazie anche al coinvolgimento dei preposti uffici comunali. Dopo aver coinvolto il Dicastero ambiente e servizi urbani di Mendrisio, i funzionari comunali avevano infatti verificato di persona la situazione, invitando i residenti ad attuare alcune misure, tra cui il rinnovo del prato di un giardino privato e la pulizia degli esterni delle case dal materiale che potesse invogliare i roditori a costruirsi il nido. Residenti che hanno anche installato trappole nelle loro proprietà, avvisando i vicini con animali domestici.
Gli accorgimenti avevano portato i frutti sperati, almeno fino a qualche settimana fa. A metà gennaio il problema si è infatti ripresentato, malgrado il freddo, ci spiegano i residenti coinvolti, che hanno nuovamente sollecitato il Comune. Cosa che abbiamo fatto anche noi, ottenendo i seguenti chiarimenti: «La presenza di roditori può dipendere da una combinazione di fattori legati al contesto territoriale, alla prossimità di aree boschive e zone discoste e alla disponibilità di rifugi e fonti alimentari. Per questo motivo, la situazione non è necessariamente riconducibile a un singolo sedime, ma va considerata nel suo insieme», sottolinea innanzitutto il Dicastero Ambiente e servizi urbani. «Per quanto di competenza comunale, come per casi analoghi, saranno adottate misure volte a migliorare la situazione. In particolare, verrà preso contatto con la proprietà del fondo e, per quanto attiene alle aree di pertinenza pubblica circostanti, si procederà con ulteriori verifiche e con la posa di dispositivi di monitoraggio ed esche laddove ritenuto opportuno», continua il Dicastero. Dispositivi che, stando a nostre verifiche, sarebbero nel frattempo stati posizionati.
Il Comune fornisce anche alcuni consigli: «I cittadini confrontati con episodi simili sono invitati a trasmettere una segnalazione per iscritto all’Ufficio Verde pubblico oppure tramite il portale segnalazioni della Città. Questo permette al servizio competente di valutare il singolo caso e stabilire se sussistono i presupposti per un intervento. Per quanto riguarda le competenze, gli interventi di derattizzazione da parte dell’amministrazione vengono effettuati unicamente su suolo pubblico. Per i sedimi privati, la responsabilità e l’attivazione delle misure competono alla proprietà, che può eventualmente avvalersi di ditte specializzate e autorizzate».
