Quando un'antica mulattiera è custode di memoria e identità

Strade antiche, pavimentate con grossi massi oggi segnati dagli anni e dalle intemperie, e muretti a secco, più o meno diroccati, coperti di muschi. Chi fa escursioni in Ticino, di questi, ne vede parecchi: tanto frequentemente che è facile non farci caso. Eppure, a volte, anche qualcosa di poco appariscente, come lo può essere un vecchio sentiero, sa dire di più - su storia e identità di un territorio - di mille parole. Presentato alla stampa al termine di tre anni di lavoro, il recupero della strada di Maria Teresa - storica mulattiera alpina che, da Roveredo, collegava Mesolcina e Sopraceneri con la Valchiavenna e l’alto Lago di Como - aveva in fondo anche questo obiettivo: ridare voce a una via che ha tanto da raccontare. O, meglio, renderla «leggibile», per usare le parole del vicesindaco della località moesana, Decio Cavallini. «È un progetto a cui il Comune tiene in modo particolare, perché unisce storia, paesaggio e sviluppo del territorio, dando dignità e continuità a un tracciato profondamente legato alla memoria locale», ha spiegato Cavallini nel corso dell’incontro avvenuto all’inizio del percorso, a San Fedele. Sostenuto da sussidi pubblici e da fondazioni, un investimento di circa 900 mila franchi ha permesso di mettere in sicurezza la strada storica che porta al Passo San Jorio - lunga 9 chilometri - preservandone la sostanza costruttiva grazie a tecniche tradizionali. Un recupero, questo, che ha reso fruibile il percorso non solo da un punto di vista escursionistico, ma anche culturale, grazie alla posa di una serie di pannelli informativi.
Tre filoni intrecciati
Esistente sin dal tardo Medioevo, e già riattata in lavori documentati nel 1555, la strada deve il suo nome all’arciduchessa Maria Teresa d’Austria, sotto il cui regno (1740-1780) fu strutturata e potenziata per fungere da asse fra le Tre Leghe - i Grigioni di allora -, la Lombardia e i domini asburgici. «Nel corso di secoli», ha spiegato lo storico Gionata Pieracci, autore degli studi sul percorso e curatore dei contenuti dei pannelli informativi, «questa strada è stata segnata da intensi scambi mercantili, per poi essere utilizzata nel contrabbando e finire quindi sottoposta - nel perido della Prima guerra mondiale - a pesanti opere di fortificazione militare». Tre aspetti che ben riassumono l’identità di una terra di confine, e che fungono da filo conduttore per i pannelli che - realizzati con il grafico Gianni Bertossa - accompagnano escursionisti e visitatori dalla «porta d’ingresso» di San Fedele, a 465 metri di altitudine, fino ai 2.200 della Cima di Cugn. Un percorso effettuabile interamente a piedi nell’arco di una giornata, garantisce Pieracci, tanto meglio se con le pause di lettura.
Tecniche antiche e pietre locali
Avviato nel 2022, il progetto di recupero della mulattiera, iscritta nell’inventario delle strade storiche della Svizzera, ha visto la realizzazione di ben 110 interventi puntuali distribuiti lungo l’intero tracciato. «Per la pavimentazione e i muri sono state seguite regole molto precise e tecniche tradizionali, utilizzando esclusivamente pietra locale, proveniente da una cava in Valle Albionasca», ha spiegato il curatore della sistemazione, Dante Peduzzi. Grossi interventi sono stati inoltre effettuati sulla gestione delle acque, «uno dei grossi problemi della strada di Maria Teresa», tramite la sistemazione di guadi, riali e canali che attraversano il percorso: spesso facendo uso della saggezza di un tempo. «Nei tratti più ripidi abbiamo utilizzato la tecnica storica della posa dei sassi ‘a coltellata’», ha spiegato Peduzzi: pietre infisse verticalmente una accanto all’altra per garantire maggiore stabilità e impedire che l’acqua trascini via la pavimentazione.
L’inaugurazione ufficiale
«Dimenticare è un peccato: vogliamo lasciare una traccia per le generazioni future», ha sottolineato Cavallini. Un concetto che parte dai giovani di oggi, per i quali - alle scuole di Roveredo - è stato pensato l’allestimento di una postazione didattica che illustra la storia del paese. Scoperti i primi tre pannelli del percorso da Pieracci, Peduzzi e dal municipale Simone Giudicetti, che si è occupato in particolare di seguire i lavori, tutto è pronto per l’inaugurazione ufficiale della via, che si terrà questo sabato, 25 luglio, all’Alpe d’Albionasca in presenza anche delle autorità italiane di Gravedona, dove storicamente portava la strada di Maria Teresa.
