Case anziani

Quattro avvicendamenti agli Istituti sociali di Chiasso

In un anno sono cambiate quattro figure dirigenziali all’interno dell’organizzazione: l’ultima in ordine di tempo è la responsabile del settore cure – Il capodicastero Stefano Tonini: «L’obiettivo è il rafforzamento della struttura»
© CdT/ Chiara Zocchetti
Stefano Lippmann
22.01.2026 06:00

Non sono finiti gli avvicendamenti all’interno delle sfere direttive degli Istituti sociali di Chiasso. Nel gennaio dello scorso anno Jessica Consoli ha assunto il ruolo di direttrice, raccogliendo il testimone da Fabio Maestrini, il quale ha diretto le case anziani Giardino e Soave per 18 anni. Stando a quanto appurato dal Corriere del Ticino, nel corso dell’anno appena concluso, quello alla testa degli Istituti sociali non è stato l’unico cambiamento. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato comunicato ai collaboratori poco prima di Natale. Tramite una missiva interna è stata infatti annunciata la partenza, al 31 dicembre, della Responsabile del settore cure, attiva da molti anni all’interno della struttura. Una decisione – si legge – «frutto di un confronto condiviso» avvenuta, inoltre, «nel pieno rispetto reciproco». Non è, come accennato, l’ultima sostituzione: un cambiamento ci sarà pure per quel che riguarda la figura del direttore sanitario e del medico responsabile per le cure palliative. Al netto, dunque, gli Istituti sociali di Chiasso hanno cambiato – o cambieranno, in attesa delle nuove nomine – quattro figure di indiscussa responsabilità operativa e dirigenziale.

«Per quanto riguarda il tema del direttore sanitario – spiega, da noi interpellato, il capodicastero Istituti sociali Stefano Tonini –, la sostituzione è avvenuta in modo naturale». Per il reparto cure palliative, invece, «ciò è stato possibile grazie al ritorno della nostra specialista, la dottoressa Bardelli, medico presente fin dall’apertura del reparto e unica palliativista, e con l’arrivo del dottor Barbarossa, che ha collaborato durante l’anno trascorso per garantire la continuità rispetto alla figura precedente». Un passaggio – annota Tonini – che ha permesso di mantenere «stabilità nelle cure e, in particolare, di assicurare l’attenzione necessaria ai nostri residenti. Proprio per garantire questa continuità, si è scelto di mantenere un medico con la specializzazione in geriatria, elemento fondamentale per rispondere ai bisogni della nostra popolazione residente». Per quel che concerne i cambiamenti nella governance, il municipale chiarisce che «si inseriscono in un normale e fisiologico processo di evoluzione delle organizzazioni. È noto che – aggiunge Tonini –, talvolta il rinnovamento delle figure chiave può portare nuove idee, nuove energie e stimoli positivi, favorendo il miglioramento continuo dei servizi e la capacità di rispondere in modo sempre più adeguato alle esigenze della popolazione».

«Decisione condivisa»

Per quanto riguarda la partenza della responsabile del settore cure, il nostro interlocutore parla innanzitutto di una decisione «maturata al termine di un confronto approfondito e rispettoso tra le parti. Si è trattato di una decisione condivisa, presa nella consapevolezza che, in una fase di evoluzione dell’organizzazione come quella che stanno vivendo gli Istituti sociali, sia fondamentale garantire un pieno allineamento tra visione strategica, modalità operative e obiettivi futuri». Nel corso del tempo, non si nasconde, «sono emerse valutazioni differenti sull’impostazione e sulle prospettive di sviluppo del settore, che hanno portato entrambe le parti a ritenere opportuno intraprendere strade diverse». Oltre ai ringraziamenti per il lavoro profuso negli anni, il responsabile del dicastero sottolinea che «l’obiettivo del Municipio e della direzione resta quello di rafforzare ulteriormente l’organizzazione, valorizzando le competenze interne e assicurando agli ospiti cure di qualità, in linea con la visione strategica e con le esigenze future del settore sociosanitario».

Al centro il clima di lavoro

Negli scorsi anni la salute e il benessere del personale degli Istituti sociali di Chiasso è stata al centro anche di un’analisi del Laboratorio di psicopatologia del lavoro. Le risultanze dell’analisi – abbiamo chiesto a Tonini – hanno influito sulla riorganizzazione? «La tematica della salute e del benessere del personale è stata sin da subito una delle questioni che ho ritenuto prioritarie e che ho preso personalmente a cuore, condividendone l’importanza anche con la nuova direttrice fin dal suo insediamento – ci risponde –. È evidente che, come organizzazione, abbiamo il dovere di prenderci cura del nostro personale, e il dossier elaborato dal Laboratorio di psicopatologia del lavoro ha rappresentato un contributo importante di riflessione e di analisi, offrendo elementi utili per comprendere meglio alcune dinamiche interne e le sfide presenti all’interno dell’organizzazione». Risultanze che – ci conferma – sono state « considerate con attenzione nel più ampio processo di riorganizzazione e di revisione della governance. È noto che un ambiente di lavoro più sereno, equilibrato e sostenibile ha ricadute positive non solo sul benessere del personale, ma anche sulla qualità delle cure, sulla continuità dei servizi e, in definitiva, sul benessere degli ospiti».

Proprio per questo motivo – conclude –, le riflessioni emerse «hanno contribuito ad alimentare un percorso di cambiamento orientato a rafforzare il dialogo, chiarire i ruoli, migliorare i processi decisionali e favorire una cultura organizzativa più partecipativa e attenta alle persone. La riorganizzazione della governance va dunque letta anche in quest’ottica: come un passo responsabile volto a creare le condizioni per un clima di lavoro più sano, collaborativo ed efficiente, nel rispetto delle professionalità presenti e degli obiettivi strategici degli Istituti sociali».

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