Il caso

Quel viaggio da Biasca a Oslo: quando la moda crea ponti il caso

Sette studentesse della Scuola di arti e mestieri della sartoria del Borgo si sono recate per due settimane nella capitale norvegese per creare delle camicie - Si sono fatte valere nelle abilità tecniche e nell'alta qualità dei lavori
© CdT
Valentina Regazzi
Valentina Regazzi
16.03.2026 06:00

«Abbiamo lavorato come fossimo un vero brand impegnato a sviluppare la propria idea, prendendo spunto dai siti di case di alta moda». Sette studentesse del corso bilingue (italiano-inglese) al secondo anno della Scuola di arti e mestieri della sartoria di Biasca si sono recate, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, ad Oslo per creare una collezione di camicie. È questo il cuore del progetto di scambio linguistico promosso dalla sede ticinese che prevede, in collaborazione con un liceo professionale norvegese, due settimane di ideazione della linea sartoriale nella capitale scandinava e altre due settimane di confezionamento dei capi nei laboratori del Borgo.

Fra design e strumenti digitali

La docente responsabile, interpellata dal CdT, si dice soddisfatta dell'iniziativa e fiera delle studentesse, la cui età è compresa fra i 17 e i 18 anni, apparse a loro agio nella comunicazione in inglese e capaci di superare le sfide poste dalla collaborazione interculturale, dove competenze differenti si sono unite in vista di un obiettivo comune. Se il punto di forza degli studenti norvegesi che hanno partecipato allo scambio, dieci in totale, è la parte stilistica e progettuale, supportata da sketch digitali, le ragazze ticinesi dimostrano maggiore abilità pratica, oltre a una particolare attenzione per la qualità sartoriale. La formazione triennale e a tempo pieno di creatori e creatrici di abbigliamento AFC offerta dalla SAMS di Biasca consente, infatti, di confrontarsi con il disegno dei cartamodelli, la scelta dei materiali nonché il taglio e il cucito dei tessuti, al fine di realizzare indumenti su misura e abiti pronti per la produzione industriale. Allo stesso modo anche il programma didattico della Rud vidregående skole di Oslo è pensato per chi sogna di studiare moda e, tuttavia, pone l’accento sul design, attraverso l’utilizzo di strumenti digitali.

L’iniziativa torna nel 2027

Al ritorno dalla Norvegia l’entusiasmo tra i banchi è palpabile. A entusiasmare le ragazze non è stata solo la dimensione professionale, ma anche l’aspetto culturale: dalla varietà di stili osservati per le strade di una grande città, fino alle numerose visite guidate. Ne è un esempio l’uscita al teatro dell’opera, con i suoi atelier dedicati alla creazione dei costumi di scena. Non è mancato lo spazio per scoprire le abitudini locali. «Un giorno abbiamo pranzato alle 10.30 e un’altra volta cenato alle 15.30 con una pizza alla salsa barbecue», ci spiega una studentessa. La seconda fase della collaborazione si sta svolgendo in Ticino, dove ago e filo alla mano, il gruppo di Biasca e quello scandinavo danno forma definitiva al lavoro svolto in Norvegia. Così la linea di camicie, che nasce dall’incontro tra la precisione manuale e la progettazione moderna, viene ultimata. Dopo la preparazione dei dettagli sul tessuto, creati con tecniche quali pittura, ricamo e taglio laser, gli allievi vengono ora messi alla prova con l’assemblaggio vero e proprio delle camicie. L’iniziativa, finanziata dall’agenzia svizzera Movetia, che sostiene la mobilità nel settore dell’istruzione, è già alla terza edizione. I fondi già stanziati per il 2027 confermano la riuscita di un’iniziativa che coniuga sistemi formativi diversi e promuove il multilinguismo.

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