Chiasso

Quella enorme differenza tra essere sentiti o ascoltati

L’associazione Telefono S.O.S Infanzia, dal 1988, è attiva nel campo della prevenzione del maltrattamento minorile Sessantuno le segnalazioni di casi definiti complessi che sono state trattate nel 2025 – Sempre più giovani i ragazzi coinvolti
Stefano Lippmann
11.09.2026 06:00

Quando squilla il telefono del numero 091/682.33.33, i volontari che rispondono sanno che potrebbe essere una chiamata molto delicata. Dall’altro lato della cornetta potrebbe esserci un adulto, un genitore o un ragazzino. Qualcuno che sta provando un disagio o qualcuno che ha subito un abuso. Il compito dei volontari – ma probabilmente il termine più corretto è «missione» – è quello innanzitutto di ascoltare e poi accompagnare verso le persone, i professionisti o le strutture più indicati. È la missione, come detto, che Telefono S.O.S. Infanzia svolge dal 1988. Un’attività svolta da volontari – ci raccontano la vice coordinatrice Tina Mantovani e la presidente dell’Associazione La Sorgente Lidia Canonico – che richiede tatto, delicatezza, la già citata capacità di ascoltare e un’indiscussa dose di generosa umanità. «Essere ascoltati – sottolineano –, non sentiti».

L’accompagnamento

Nel 2025 l’Associazione – che ha sede a Chiasso – ha trattato in totale 61 casi. In sostanza sono state trattate 61 segnalazioni di casi complessi: 21 di questi definiti ancora più complessi dove è stato necessario anche un accompagnamento in presenza. «Dopo l’ascolto – spiegano Mantovani e Canonico – con l’associazione La Sorgente accompagniamo la persona verso i servizi o gli specialisti appropriati ai quali è affidato il proseguimento del caso».

Sono state decine, anche l’anno scorso, le segnalazioni. Ma da chi provengono? «Al primo posto c’è la famiglia, con particolare riferimento a mamma e papà – evidenzia la vice coordinatrice –. Capita, ad esempio, quando una mamma percepisce che la situazione stia sfuggendo di mano. È altresì vero – aggiunge – che negli ultimi anni sono aumentate le telefonate provenienti dai papà». Al secondo posto ci sono i minori stessi che prendono coraggio e compongono il numero dell’associazione. Un ruolo, in tal senso, lo gioca anche il fatto che Telefono S.O.S. Infanzia è presentato anche negli ambienti scolastici. Infine, chiamate giungono anche da altri parenti e, occasionalmente, da vicini di casa. Senza dimenticare la scuola.

In prima linea

I casi che vengono ascoltati dai volontari sono ovviamente sensibili. «Si tratta spesso di episodi di maltrattamento fisico o psicologico. Quest’ultimo sappiamo che è più difficile da identificare». Al centro delle attenzioni v’è anche tutto quello che ruota attorno al mondo dei social: «Nei casi più gravi i minori non escono praticamente più dalle loro camere o, addirittura, abbandonano la scuola». Al Telefono S.O.S. Infanzia capita anche di ricevere telefonate inerenti abusi sessuali: «Le telefonate che abbiamo avuto riguardavano situazioni già seguite dai servizi più idonei». Ma, evidentemente, dall’altra parte della cornetta si sentiva il bisogno di comunicare un disagio. V’è poi un altro fenomeno che risulta essere sempre più presente e aggravato dal fatto che, in termini generali, le segnalazioni che giungono all’associazione riguardano soprattutto ragazzi dai 12 ai 16 anni (ma anche dagli 8 ai 12): questo fenomeno è il consumo di sostanze stupefacenti e di alcol. Fondamentale – ravvisano Mantovani e Canonico – il lavoro che svolge il GVG, il Gruppo Visione Giovani della polizia il cui responsabile è il sergente maggiore Mauro Mantovani: «Sono in prima linea a parlare con i giovani».

Per la prima volta, inoltre, i volontari del «Telefono» si sono dovuti confrontare con suicidi di minori: «Gesti estremi già avvenuti e per i quali, nei confronti delle persone vicine, era già intervenuto il Care Team. È successo che familiari e amici del minore deceduto ci hanno chiamati, anche per sfogarsi».

Premio Mari

Telefono S.O.S Infanzia, dal 2015, riserva particolare attenzione alle altre realtà attive nell’ambito dei minori. Come? Organizza il premio Mari. È conferito ad associazioni attive nel sostegno a minori in ambito sia locale che internazionale. Particolare attenzione viene inoltre dedicata alle associazioni che svolgono la propria attività in forma di volontariato e che sono al beneficio dell’esenzione fiscale.

Chi volesse candidarsi all’ottenimento del premio, illustrando il proprio progetto, è pregato di annunciarsi entro il 31 ottobre – fornendo tutte le coordinate – scrivendo a [email protected] oppure inviando il dossier a Telefono S.O.S Infanzia, CP1154, 6830 Chiasso. La cerimonia di premiazione si terrà il 21 novembre, dalle 10.15, nella sala del Consiglio comunale di Chiasso.

Il premio porta il nome di Federico Mari, «pioniere e fondatore del ‘Telefono’», venuto a mancare nel 2014.