Sotto la lente

Quella fusione che proprio non ingrana

I cinque Comuni altoleventinesi preferiscono concentrarsi sui progetti rafforzando nel contempo le collaborazioni - Dalpe e Bedretto restano i più scettici sul tema, mentre Airolo e Quinto ritengono l’unione prematura - Prato dice sì e stuzzica il Governo
Airolo. © CdT/Zocchetti
Alan Del Don
26.08.2021 06:00

A meno di sorprese, sarà un’altra legislatura di attesa per l’aggregazione in alta Leventina. L’attenzione e le forze dei cinque Comuni (Airolo, Bedretto, Dalpe, Prato Leventina e Quinto) sono rivolte da un lato alle collaborazioni su temi puntuali e, dall’altro, ai grandi ed importanti progetti in fase di concretizzazione o di cui sono state gettate solide basi negli ultimi anni. Questo quanto emerge dal giro d’orizzonte che il Corriere del Ticino ha fatto a 100 giorni o poco più dall’insediamento dei Municipi. Rispetto al recente passato, tuttavia, almeno in un caso le posizioni sono meno rigide, anche se siamo ancora ben lontani da un possibile matrimonio nella regione più a nord del Ticino come auspicato dal Dipartimento delle istituzioni diretto proprio dal leventinese Norman Gobbi. Delle nozze se ne parla da tre lustri, considerando che nel 2007 non se ne fece nulla a seguito della bocciatura nel voto preconsultivo.

«Difficile seguire più dossier»

In rigoroso ordine alfabetico partiamo da Airolo, paese alle prese con le opportunità offerte dalla realizzazione della seconda canna della galleria autostradale del San Gottardo. Un’opera che comporterà inoltre, per il villaggio, la riqualifica del fondovalle attraverso la copertura di un tratto dell’A2. Un intervento, questo, storico e che necessita dell’impegno massimo dell’Esecutivo. «Ora come ora, per noi, sarebbe veramente difficile seguire un progetto così importante e allo stesso tempo dedicare delle forze alla fusione», esordisce il sindaco Oscar Wolfisberg, subentrato lo scorso 18 aprile al collega di partito PPD Franco Pedrini che non si è ricandidato dopo tre legislature sulla poltrona più ambita. Il 38.enne sottolinea quanto sia fondamentale indirizzarsi verso le collaborazioni, ad esempio in ambito scolastico, e adoperarsi nell’elaborazione del masterplan che dovrà definire il volto della valle nel 2030: «In questo modo avremo l’occasione di affrontare i temi a livello regionale».

«Quasi tutti sono contrari»

Quanto siano imprescindibili le collaborazioni lo sa benissimo anche il sindaco di Bedretto Ignazio Leonardi, classe 1966, in carica dal 2016: «Penso in particolare ai consorzi arginature, casa anziani, rifiuti, Protezione civile. Tutto funziona perfettamente. Bedretto, al momento, non è ancora pronto per incamminarsi lungo la via dell’aggregazione. La priorità è rivolta alla sistemazione del nucleo e a continuare ad erogare alla collettività i servizi che necessita». Più o meno lo stesso concetto è espresso dal timoniere di Dalpe Mauro Fransioli, subentrato nel 2019 allo storico primus inter pares Marzio Eusebio. «L’unione dei Comuni dell’alta valle non è un tema impellente. L’esito della chiamata alle urne del 2007 era stato chiaro e, credo, che ancora oggi l’80% della popolazione di Dalpe sia contraria all’aggregazione. Per noi, quindi, è un discorso molto lontano. Sono favorevole alle collaborazioni, come quelle già in atto con Quinto e Prato».

Piace la soluzione intermedia

Eccolo, appena accennato, Prato Leventina. Davide Gendotti, PLR, è sindaco dal 2016. «La fusione è uno degli obiettivi della legislatura. Abbiamo bisogno di unire le forze. Ci impegneremo a sondare il terreno in primis con Quinto e Dalpe, in quanto ritengo che l’aggregazione di tutti e cinque i Comuni in una volta sola oggi come oggi sia difficile. Vi è poi da capire, chiaramente, come valuta il Governo questa soluzione intermedia», rileva il 40.enne. Dal canto suo il sindaco PLR di Quinto Aris Tenconi (eletto tacitamente al posto di Valerio Jelmini) si limita ad osservare che «il tema dell’aggregazione è sempre attuale e sarà approfondito dopo questo inizio di legislatura impegnativo dovuto ai cantieri in corso». Il riferimento è alla moderna pista dell’HCAP e alla nuova centrale idroelettrica del Ritom.

Sette enti locali dal 2004

Dal 2004 nel Bellinzonese e valli sono nati 7 Comuni e ne sono «spariti» 47. Nell’ordine si tratta di Acquarossa, Cadenazzo, Blenio, Faido (in due fasi), Serravalle, Bellinzona e Riviera. Il 13 febbraio 2022 è in agenda la votazione consultiva in bassa Leventina (Bodio, Giornico, Personico e Pollegio); in caso di sì vedrebbe la luce Sassi Grossi.