"Quelle di mio figlio sono bugie"

Mitra Djordjevic, la madre del giovane killer di Daro, si difende dalle accuse
Red. Online
26.07.2012 15:19

BELLINZONA - "Quelle di mio figlio sono bugie. Non so cosa gli sia successo, non è il ragazzo che ho cresciuto: è una vergogna per la mia famiglia". Si difende così Mitra Djordjevic, la madre del 17.enne che le uccise il marito nella palazzina di via Daro a Bellinzona. La donna racconta che, durante il suo soggiorno in Serbia, non sapeva della morte del marito e dell'intenzione del figlio di ammazzarlo. Con la sua tesi contraddice quanto detto dal ragazzo e dal suo vecchio amico che, nella testimonianza resa ieri in aula, ha detto di aver avvertito Mitra Djordjevic la sera stessa dell'omicidio. "Non è vero. L'ho saputo da un'amica e da un poliziotto solo il giorno che lo scoprirono nell'appartamento". Allora decise di far rientro idall Serbia. Contro di lei parlano però alcuni sms che il figlio le spedì e le telefonate nei giorni successivi al delitto. Come evidenziato da Claudio Zali sono quantomeno sospetti. Il ragazzo scriveva "domani il lavoro è finito" e "stai via una settimana in più. Voglio che tutti sappiano che tu eri via". Alle comunicazioni la donna avrebbe reagito con delle telefonate di durata stranamente lunga. Ottanta i minuti di conversazione in pochi giorni tra il figlio e la madre quando lei era in Serbia e dopo la morte del patrigno. "Un po' tanto per due persone che a casa faticavano a parlarsi" ha chiosato il giudice Zali.

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