Quelle tombe abbandonate

Inascoltato l’appello del Comune di Bellinzona per ripristinare la lapide del canonico Ghiringhelli - Al cimitero principale la situazione di degrado è simile anche per altri oggetti di pregio
La scultura funeraria in memoria dell’ecclesiastico bellinzonese (al centro) è «meritevole di essere conservata e restaurata».
Red. Online
07.01.2017 05:55

BELLINZONA - L'appello lanciato l'anno scorso dal Dicastero opere pubbliche e ambiente (DOP) della Città di Bellinzona è rimasto inascoltato. E la tomba del canonico Giuseppe Ghiringhelli nel cimitero principale della Turrita rimane sempre in pessimo stato. Nell'impossibilità di risalire ai possibili eredi dell'ecclesiastico vissuto tra il 1814 ed il 1886 al quale la Città ha dedicato una via in virtù del suo impegno in campo educativo e filantropico, il 31 marzo 2015 il DOP scrisse a tutte le famiglie Ghiringhelli (una settantina) invitandole a voler prender contatto con i propri uffici per valutare le misure da intraprendere affinché il monumento funerario, ritenuto «scultura meritevole di essere conservata e restaurata», potesse essere riportato perlomeno ad uno stato decoroso. Cinque le persone che si palesarono, ma dopo quel primo contatto non se ne fece più nulla. Tra loro anche Giorgio Ghiringhelli, che ha segnalato la vicenda al CdT. «Abbiamo ricevuto alcune segnalazioni tra le quali anche quelle relative a Giuseppe Ghiringhelli. A questo si aggiunge il problema delle tombe abbandonate per le quali scriviamo ai probabili eredi senza però ricevere risposta» spiega il municipale Christian Paglia, titolare del DOP.