«Radiografia» del Nara in versione estiva

Dal futuro dei castelli di Bellinzona a quello della stazione turistica del Nara. Come appreso dal CdT, la società lucernese Erlebnisplan ha ricevuto mandato dalla società che gestisce gli impianti mediobleniesi di fare una radiografia della meta e di presentare delle soluzioni per farla “vivere” anche durante il periodo estivo. Nello svolgimento del suo incarico la ditta sarà accompagnata da un gruppo di lavoro formato da persone del luogo attive in vari ambiti (autorità, società sportive, associazioni, contadini). Seguiranno da vicino i lavori, naturalmente, il Municipio di Acquarossa, l’Ente regionale per lo sviluppo del Bellinzonese e valli e l’Ufficio cantonale del promovimento economico.
Offerte per attirare più visitatori
Che sia per colpa della troppa neve caduta oppure per le precipitazioni tardive, sta di fatto che le ultime 5-6 stagioni non sono state particolarmente positive per la Amici del Nara SA, costituita nel 2003 con lo scopo di gestire gli impianti. In particolare era stato registrato un passivo nel 2013, nel 2014 e nel 2015 (anno in cui la società è stata in ogni modo risanata anche grazie al contributo comunale di 170.000 franchi) vista la penuria di materia prima. È andata un po’ meglio negli anni seguenti; in particolare l’utile registrato nel 2017 è stato un vero toccasana. Restano comunque importanti i costi di manutenzione. E proprio questo è il punto che ci interessa più da vicino. Il Cantone ha posto quale condizione per elargire dei sussidi che vadano a coprire parte delle spese di tentare la cosiddetta “destagionalizzazione” della stazione. In parole povere: cercare di attirare indigeni e turisti pure in estate. Finora i risultati non sono quelli sperati. “L’apertura estiva, a causa della scarsa attrattiva, comporta dei costi che non vengono coperti dalle poche entrate”, rileva il Municipio a pagina 2 del Consuntivo 2018 (avanzo di 116 mila franchi circa) appena trasmesso al Legislativo che lo discuterà martedì 11 giugno. Il compito dell’Erlebnisplan è dunque quello di studiare una serie di offerte/proposte in grado di aumentare l’affluenza al Nara da giugno fino a settembre. Per farlo dovrà giocoforza dapprima valutare le potenzialità della struttura ed in seguito proporre, eventualmente, degli interventi. La ditta confederata nel 2017, ricordiamo, aveva fatto lo stesso per gli impianti di Campo Blenio con risultati soddisfacenti. Allo stato attuale una riconversione totale (come fatto ad esempio al Tamaro) non è assolutamente presa in considerazione in quanto non si ritiene che la situazione sia così drastica.
Il futuro sono le mountain bike?
Durante la bella stagione nell’ultimo lustro il Nara ha deciso di puntare sulle mountain bike. Non più attraverso percorsi Enduro, ma locali. Ciò vuol dire che non si parla più di piste di discesa ma di tracciati contraddistinti da ascese lungo le strade agricole e forestali che portano ai monti. Dei collegamenti sono già stati inaugurati (in primis quelli che scendono da Leontica e Negrentino). Parallelamente si sta portando avanti il progetto “FlowTrails”; l’intenzione è quella di concretizzare i circuiti nel 2020 nel rispetto delle esigenze degli agricoltori proprietari dei terreni. Secondo gli esperti la stazione della media Blenio si presta benissimo a questa disciplina in virtù della conformazione della zona e dell’ampio soleggiamento nonché grazie alle seggiovie che portano in quota i bikers.
