La polemica

Rally del Ticino, per ATA: «Cantone e Comuni prendono decisioni scellerate»

L’associazione denuncia la mancata pubblicazione delle autorizzazioni sul Foglio Ufficiale e critica chiusure stradali e soppressioni dei bus — Nel mirino anche i rischi per la sicurezza e l’«effetto emulativo» sui giovani automobilisti
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Red. Online
10.09.2026 11:23

Chiusure stradali, linee di autobus soppresse e automobili che percorrerebbero in modo spericolato le strade interessate dalla manifestazione. A pochi giorni dal Rally del Ticino 2026, l’ATA (Associazione traffico e ambiente) torna a contestare l’evento e punta il dito anche contro le autorità, sollevando dubbi sulle procedure di autorizzazione.

L’associazione afferma di aver ricevuto diverse segnalazioni da parte di cittadini, ma sostiene di non essere riuscita a trovare sul Foglio Ufficiale né la decisione di autorizzazione della gara né quella relativa alla chiusura delle strade. Da qui una domanda polemica: «Forse le autorità cercano di tenere un profilo basso per non dare la possibilità a cittadine e cittadini di opporsi a questa manifestazione?».

«Non è un modo corretto di agire»

L’ATA richiama quanto accaduto alcuni anni fa, quando le associazioni ambientaliste avevano presentato ricorso contro il rally chiedendo anche il ripristino dell’effetto sospensivo. La richiesta era stata respinta e la gara si era quindi disputata. Successivamente, ricorda l’associazione, il Tribunale amministrativo aveva stabilito che l’autorizzazione aveva violato la legge.

Secondo l’ATA, quest’anno il problema rischia di ripetersi sotto un’altra forma: «La pubblicazione sul Foglio Ufficiale avverrà talmente tardi che non ci sarà più modo di esprimersi, nemmeno per i cittadini toccati direttamente dalla manifestazione». E l’associazione incalza: «È questo un modo corretto di agire da parte di un’autorità? Non crediamo proprio».

I timori per la sicurezza e l’«effetto emulativo»

Nel mirino dell’ATA c’è anche la sicurezza. L’associazione sottolinea che le corse automobilistiche su strade normalmente aperte al traffico comportano dei rischi, sia durante la competizione sia nelle settimane che la precedono e la seguono.

In particolare, viene denunciato il possibile «effetto emulativo» sui giovani conducenti, che secondo l’ATA potrebbe favorire comportamenti pericolosi al volante. I segni degli pneumatici lasciati sull’asfalto, sostiene l’associazione, «esaltano la guida spericolata e portano i giovani automobilisti a cercare il limite».

Da qui un’altra critica alle istituzioni: mentre nelle scuole superiori vengono promosse campagne per sensibilizzare i giovani a una guida responsabile, «le autorità cantonali e comunali si rendono complici di un comportamento totalmente opposto». L’ATA cita in particolare il passaggio previsto nei pressi delle Scuole medie di Bedigliora: «I segni neri lasciati sulla strada non sono per niente un buon segnale da mostrare agli adolescenti».

Critiche anche per gli autobus soppressi

L’associazione contesta infine le conseguenze del rally sul trasporto pubblico. La soppressione di intere linee di autobus, sostiene, penalizza non soltanto chi vive lungo il percorso della competizione, ma anche utenti di zone interessate solo marginalmente dalla gara.

Come esempio viene indicata la linea 423 Lamone-Magliaso, che secondo l’ATA viene interamente soppressa nonostante il rally interessi soltanto una parte limitata del suo percorso.