«Ridisegnare la cittadina per essere più attrattivi»

Per Chiasso un tema ricorrente è quello migratorio. A breve chiuderà il PaF e Elisabeth Baume-Schneider - prima di cedere il Dipartimento - aveva previsto una nuova visita nella cittadina. Si ritiene soddisfatto delle risposte ricevute o ha delle rivendicazioni?
«Una delle nostre rivendicazioni era proprio la chiusura del PaF (Punto di affluenza, ndr). Chiediamo inoltre una diminuzione del numero di migranti presenti sul territorio a 350 unità com’era stato pattuito con Simonetta Sommaruga. E poi la sicurezza: ancora recentemente abbiamo avuto un caso di danneggiamenti alle autovetture perpetrato da un richiedente l’asilo ospitato al Centro di Pasture. Un episodio accaduto all’una di notte quando la regola prevede che si rientri per le 18.30. Come detto, vorremmo insistere sulla questione sicurezza e sul fatto che chi non rispetta le regole venga punito. Reputo che ci sia ancora parecchia strada da fare, anche perché se in futuro si vorranno ospitare più persone a Pasture, la situazione non può che peggiorare».
Parliamo di riqualificazioni: i lavori all’ex Fernet sono quasi finiti, il nucleo di Pedrinate è al centro di un restyling, la scuola di moda in arrivo e il fiume Faloppia si avvicinerà alla popolazione. Come interpretare questo dinamismo? A che punto sono i progetti comunali?
«Siamo nel pieno dei lavori. Un paio d’anni fa il Legislativo aveva avallato una richiesta di credito di 7,5 milioni di franchi per il restyling di diversi edifici comunali. Ora stiamo operando sulle due scuole dell’infanzia, sulle palestre e vi sono pure i lavori al Palapenz. Diversi cantieri sono quindi attivi. Sono in corso anche lavori stradali: abbiamo finito le opere nel comparto di via Bossi e adesso stiamo mettendo mano al comparto di via Franscini. Quest’ultimi vanno nell’ottica di un piano di lavoro di restyling di tutta la cittadina che era iniziato, a suo tempo, con il Quartiere Soldini e prima ancora con Corso San Gottardo. Ciò potrà influire anche sull’attrattiva, penso in particolar modo alle famiglie che vorranno venire a vivere a Chiasso. Sappiamo che ci sono problemi legati ad esempio al traffico che inducono giovani e giovani famiglie a spostarsi più a nord. Noi dobbiamo darci una mossa per rendere più attrattivo il nostro territorio. Devo però altresì dire che alcuni privati hanno seguito l’esempio del Comune, basti pensare al quartiere Odescalchi. Per quanto riguarda l’aspetto lavorativo ci stiamo giocando le nostre carte: abbiamo una posizione strategica che guarda verso il confine e Milano. Alcune aziende, insediatesi negli stabili rinnovati ex Fernet Branca vengono da fuori Chiasso e questo per noi è positivo».
C’è probabilmente meno dinamismo per quanto concerne i commerci. Anche se per il Centro Ovale sembra arrivato il momento del rilancio. Il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno?
«Negli spazi del Centro Ovale è in corso di realizzazione un progetto futuristico con l’implementazione degli e-sport, delle tecnologie emergenti giovani e potrà sicuramente essere un punto fondamentale. È un’attività nuova non solo per Chiasso ma per l’intero territorio insubrico. L’apertura dovrebbe avvenire nella seconda metà del 2024. Purtroppo per quel che concerne i commerci la situazione di mercato rimane complicata e la diminuzione di valore dell’euro non sta aiutando. Alcuni prodotti che storicamente conveniva acquistare in Svizzera ora costano meno in Italia. Il Municipio cerca di favorire il più possibile i commerci del territorio. È un mercato difficile, bisogna perseverare e avere coraggio. Diverse realtà, includendo anche settori non propriamente del commercio al dettaglio, hanno d’altro canto una discreta clientela e margini di ulteriore sviluppo».
Aggregazione: quello che qualche anno fa sembrava un sogno della sola Chiasso è diventato un progetto regionale. A che punto siamo? Cosa significherà per la cittadina e i chiassesi unirsi con i Comuni vicini?
«Siamo nel pieno dello sviluppo del progetto aggregativo. Un gruppo di lavoro formato dai sindaci si trova regolarmente. Seguiamo inoltre una Road map che dovrebbe portare a una votazione consultiva nella seconda metà del 2026. Il nuovo Comune potrebbe dunque essere realtà con l’avvio della Legislatura nel 2028. Per Chiasso, come pure per i Comuni vicini, sarà un’aggregazione importante. Oggigiorno un Comune più è piccolo più incontra difficoltà, soprattutto finanziarie e pratiche. Finanziarie perché negli ultimi anni i margini di manovra sono diminuiti, in più vi sono molti aggravi che arrivano dall’alto. Il rischio concreto è che manchino le risorse per gli investimenti. È fondamentale unire le forze per creare un Comune a dimensione d’uomo – di 15-18.000 abitanti – con un enorme potenziale d’investimento. Una visione che guarda anche alle prossime generazioni».
Lo sfitto è un problema che si fatica a risolvere. Che margine ha un Municipio? Come state fronteggiando la tendenza?
«Molti edifici della cittadina sono stati edificati durante il boom degli anni ’70 del secolo scorso. Era un’altra Chiasso, che aspirava a raggiungere i 10.000 abitanti e che godeva di un florido mercato bancario. Un’era che è finita e con essa sono diminuiti anche i posti di lavoro nelle ex regie federali, portando al calo numerico di popolazione. Siamo stati anche vittime, essendo alla periferia di una nazione, delle centralizzazioni. Il Municipio, oggi, spinge affinché questi appartamenti sfitti possano essere riconvertiti in spazi commerciali e uffici, settore dove effettivamente c’è domanda. Altro punto sul quale insistere è il riammodernamento di questi spazi abitativi: le necessità delle famiglie sono cambiate. A suo tempo, aggiungo, credo sia stato costruito troppo».
L’ex Fernet è un esempio di riqualificazione in favore di nuovi insediamenti aziendali. Come sta Chiasso da questo punto di vista? Il telelavoro ha un impatto?
«Il telelavoro ha sicuramente avuto un impatto, non solo su Chiasso. Bisognerà conviverci e, in tal senso, mi sembra che si sia al lavoro per trovare una soluzione equilibrata. È un’altra sfida che ci impone di cercare nuove attività da portare nella cittadina. Abbiamo iniziato un progetto con APEC in cui stiamo svolgendo serate con aziende presenti a Chiasso: incontri di presentazione che permettono di fare rete e innescare in maniera positiva il “passaparola”. Non dimenticherei anche la parte culturale, molto attiva nella cittadina sia tramite il Centro culturale, che sa offrire un’agenda di qualità molto apprezzata, sia con iniziative private».
