Rimessa auto fuori servizio per questioni di sicurezza

I cartelli posti in via Lavizzari a Mendrisio lasciano poco spazio ai dubbi e alle interpretazioni: dal primo gennaio non è più possibile parcheggiare in quella che, storicamente, era una rimessa con una ventina di parcheggi, diversi di natura pubblica. Stalli funzionali anche per quanto riguarda la vicinanza con il nucleo storico del Magnifico Borgo. Ma come mai la Città ha, di fatto, «eliminato» questi parcheggi? Alla base c’è una questione che riguarda la sicurezza.
Parlando per l’Esecutivo, il municipale Samuel Maffi premette al Corriere del Ticino che «il Comune era già stato contattato nel corso del 2024 per regolare alcuni aspetti contrattuali per quanto riguarda il parcheggio sotterraneo situato sotto via Lavizzari. Un manufatto – precisa – che è di proprietà del cantone». È necessario, a questo punto, fare un salto indietro di una sessantina d’anni: «La costruzione del viadotto che passa sopra al fiume Moree oggi incanalato, è stata promossa e finanziata dal Comune negli anni 60 del secolo scorso e successivamente ceduta al Cantone». Un’infrastruttura che aveva portato anche alla creazione dello spazio sotterraneo in oggetto. Allora – racconta il Maffi – l’utilizzo del posteggio a tutti gli effetti non era mai stato formalizzato. In quella che fino al 31 dicembre era un’autorimessa, sono presenti all’incirca una ventina di parcheggi, più della metà dei quali pubblici.
«Nel 2024 – continua il nostro interlocutore – il Cantone ha contattato il Municipio al fine di effettaure degli aggiornamenti. Nell’ambito di questo aggiornamento, il dicastero Pianificazione e Spazi pubblici ha fatto un’analisi in merito alla situazione edilizia dell’area, dei parcheggi.
Un’analisi che ha dato un risultato ben preciso: «Non sono stati trovati particolari documenti che dagli anni Sessanta in poi possano legittimare dal profilo edilizio questi parcheggi». L’incarto, in sostanza, «risultava essere lacunoso». Ma non solo: «È stato effettuato un sopralluogo ed è stato contattato un esperto antincendio il quale, dopo le verifiche, ha detto che non è fattibile una messa a norma tramite concetti standard di protezione antincendio». Insomma, allo stato attuale quella rimessa non risponde alle norme di sicurezza. Per ovviare al problema si sarebbe reso necessario «un investimento molto importante che avrebbe comportato anche la creazione di un importante serbatoio d’acqua». Di riflesso questo «avrebbe comportato una serie di problemi a livello di canalizzazioni soprattutto per lo smaltimento delle acque perché, appunto, sotto scorre il fiume Moree e dunque smaltimento dellae acque». Fatti i calcoli economici «tra l’incasso dalla locazione e le opere da realizzare, un investimento risultava nettamente sfavorevole e per nulla sopportabile». Maffi precisa altresì che la terribile vicenda di Crans Montana non era ancora avvenuta: «A settembre 2025, considerate le tematiche legate alle carenze sulle misure antincendio, il Municipio ha deciso di disdire tutti gli abbonamenti ai parcheggi con effetto al 31 dicembre». Per chi aveva lo stallo a disposizione è stata proposta «la ricollocazione in via prioritaria presso altri autosili comunali o posteggi riservati».
Chiesti lumi
L’area di via Lavizzari è al centro anche di un’interrogazione. Negli scorsi giorni, infatti, i consiglieri comunali del Centro Davide Rossi, Daniele Raffa e Patrick Valtulini hanno rivolto alcune domande all’Esecutivo. «Da sempre, si legge, il nucleo storico di qualsiasi paese si confronta con il problema della carenza di posteggi sia per chi vi abita sia per chi vi lavora». In merito alla rimessa di Mendrisio, sottolineano, «si vede difficile un cambio di destinazione, anzi sembra fatta apposta per dei parcheggi». Anche per questo motivo si chiede dunque quali siano i requisiti minimi di sicurezza che bisognerebbe rispettare per continuare a usufruire degli stalli, da quanto tempo la Città li ha in gestione, quanto è stato incassato e quando è stata fatta l’ultima manutenzione. E poi, ancora: «Nei vari progetti della piazza del Ponte di oltre dieci anni fa c’era un progetto che comprendeva l’innalzamento del parcheggio di via Zorzi, è ipotizzabile questa idea? Se sì, è stato fatto un preventivo di massimo dall’Ufficio tecnico?».
