Ticino

Ristoranti, un’ultima chance per mettersi in regola

Avrebbero dovuto ottenere l’autorizzazione secondo la nuova legge (LEAR) entro il 15 giugno, ma diverse centinaia di esercizi pubblici non hanno ancora completato la procedura – Le autorità hanno deciso di concedere loro una proroga – Zali: «Ma non ce ne sarà un’altra»
©Chiara Zocchetti
Paolo Gianinazzi
29.05.2026 06:00

Centinaia di esercizi pubblici in Ticino non si sono ancora adeguati alla nuova Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (LEAR), approvata dal Gran Consiglio nel 2023 ed entrata in vigore il 15 giugno di quell’anno. La norma prevedeva sì tre anni di tempo per regolarizzarsi e ottenere una nuova autorizzazione. Ma, a pochi giorni da quel termine (fissato al 15 giugno 2026), come riferito oggi dal Dipartimento del territorio in una conferenza stampa, sul totale di 2.364 esercizi pubblici presenti in Ticino, ben 743 (di cui 553 con ristorazione e 190 senza ristorazione), non hanno ancora completato la procedura. Un problema non da poco perché – stando così le cose – quei locali dal 16 giugno sarebbero costretti a chiudere i battenti, restando senza autorizzazione. Per questo motivo, come vedremo, le autorità cantonali hanno deciso di concedere loro una proroga di 45 giorni. L’ultima, dopodiché la Polizia inizierà a bussare alle loro porte.

Tutti all’ultimo minuto

Avvicinandosi la scadenza del 15 giugno – ha affermato il direttore del Dipartimento del territorio, Claudio Zali – «è nata una certa preoccupazione» per via del fatto che «una parte significativa di esercizi pubblici non ha ancora completato la procedura» per la nuova autorizzazione. E, «alla fine, con uno spirito un po’ latino, visto anche l’avvicinarsi della stagione turistica, abbiamo deciso di mostrare un po’ di comprensione per coloro che hanno almeno iniziato il processo per mettersi in regola».

A entrare nei dettagli della questione è poi stata Bernadette Rüegsegger, capo dei Servizi Generali della Polizia cantonale. La quale, in primis, ha spiegato che parecchi esercizi pubblici hanno sì già iniziato la procedura, ma per vari motivi non l’hanno ancora completata. E ciò, «arrivando un po’ tutti all’ultimo minuto», ha inevitabilmente creato un accumulo di lavoro importante anche per chi è chiamato a controllare tali procedure. In ogni caso, ha affermato, le cifre riguardanti gli esercizi pubblici che non si sono ancora adeguati, «ci hanno un po’ sorpreso». Anche perché, va ricordato, questi hanno avuto ben tre anni di tempo per adeguarsi.

Sia come sia, ora chi non ha ancora concluso la procedura per regolarizzarsi avrà qualche giorno in più per farlo.

Molto concretamente, chi entro il 15 giugno avrà almeno iniziato la pratica (inoltrando la richiesta di adeguamento al Comune), potrà beneficiare della proroga, valida per tre mesi a partire dal rilascio dell’attestazione di idoneità dei locali. In questo caso sarà comunque richiesta una cifra forfettaria di 250 franchi per le spese amministrative. Scaduti quei tre mesi, se non avrà completato la procedurà, dovrà chiudere le serrande.

Anche chi entro il 15 giugno non avrà iniziato la pratica, pur pagando 500 franchi di spese amministrative, avrà tempo fino al 31 luglio per farlo. Dopodiché, anche in questo caso avrà tre mesi di tempo (sempre a partire dal rilascio dell’attestazione di idoneità dei locali) per completare la procedura. Anche in questo caso, infine, scaduti quei tre mesi se non sarà regolarizzato dovrà chiudere i battenti.

Su questa eventualità, Rüegsegger è stata molto chiara: a quel punto «come Polizia cantonale andremo a controllare e a emanare ordini di chiusura». Anche Zali, da questo punto di vista, ha voluto sottolineare che questa è l’ultima chance per mettersi in regola. «Il mondo della ristorazione è una realtà molto diversificata e importante per il nostro cantone, contando per circa il 10% del PIL. E questa conferenza stampa si rivolge soprattutto a quelle centinaia di esercizi pubblici che non si sono ancora messi in regola» per lanciare loro un monito: «Non ci sarà una seconda proroga».

A parlare di «buona e ultima occasione per chi non ha ancora portato a termine la richiesta di autorizzazione» è invece stato il direttore di GastroTicino Gabriele Beltrami. Il quale ha ricordato il buon lavoro di squadra svolto per avere questa nuova legge, «che serve a tutti: per chi lavora nel settore, per chi è chiamato a controllare, ma soprattutto per la clientela». Beltrami in tal senso ha pure rilevato che, specialmente dopo la tragedia di Crans Montana, gli attori del settori «sono ben consci che le regole e i controlli servono a tutti, alla popolazione e agli avventori». E in tal senso il direttore si è rallegrato del fatto che i corsi antiincendio organizzati in questi mesi siano andati tutti «sold-out». Da questo punto di vista anche Rüegsegger ha tenuto a precisare che, al netto della proroga, «i controlli della Polizia continueranno anche in questo periodo provvisorio».

Novità per gli «affittacamere»

Detto delle autorizzazioni, oggi in merito alla LEAR le autorità hanno comunicato una novità anche per gli «affittacamere». Ossia il fatto che, rispetto a quanto inizialmente previsto con l’entrata in vigore della LEAR, le strutture che offrono l’alloggio senza ristorazione con più di 15 posti letto potranno esercitare la gerenza senza diploma.

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