Riunione sul minore alla Farera, Alta vigilanza alle battute finali

I lavori dell’Alta vigilanza parlamentare svolti negli scorsi mesi sul caso della riunione indetta dall’allora consigliere di Stato Claudio Zali per tematizzare la presenza nel carcere la Farera di un 14.enne, figlio di una sua conoscente, sono quasi giunti al termine.
Ieri pomeriggio le due sottocommissioni che si sono occupate della vicenda – ossia quella della «Gestione» e quella della «Giustizia e diritti» – si sono nuovamente incontrate a Palazzo delle Orsoline e, come vedremo, sono ora pronte al passo successivo. Ovvero a portare i lavori al piano superiore, quello delle rispettive commissioni. Tutto ciò con l’obiettivo di poi giungere in Gran Consiglio con un rapporto condiviso. «Abbiamo ancora alcuni piccoli dettagli da sistemare», ci ha spiegato al termine della riunione la deputata del PLR, Cristina Maderni (presidente della Commissione Giustizia e diritti), «ma siamo praticamente pronti a presentare il documento, la prossima settimana, alle due commissioni congiunte». Anche perché, ricorda la deputata liberale radicale, «noi, come sottocommissioni, abbiamo fatto delle valutazioni e daremo alcune indicazioni, ma gli auspici finali usciranno dalle due commissioni congiunte». Detto altrimenti: «Sentiranno le nostre proposte, ma il rapporto alla fine andrà condiviso con entrambe le commissioni».
Dal canto suo, il presidente dell’altra commissione, Fiorenzo Dadò (Centro), da noi contattato ha aggiunto: «Il lavoro dell’Alta vigilanza sul cosiddetto ‘caso Farera’ è quasi concluso. Un lavoro molto impegnativo, anche considerato tutto il contesto generale nel quale si è dovuto lavorare». Ad ogni modo, conferma anche Dadò, «adesso siamo praticamente pronti per incontrare il plenum delle due commissioni per spiegare le risultanze del nostro lavoro e lavorare al rapporto che sarà poi presentato a tutto il Gran Consiglio».
Rapporto che, aggiunge il presidente del Centro, «verosimilmente conterrà l’analisi della situazione e una serie di misure e raccomandazioni nei confronti in particolare del Consiglio di Stato, ma non solo». Il tutto, chiosa Dadò, «con l’obiettivo finale di migliorare laddove ci sono lacune e, quindi, trovare correttivi».
I lavori dell’Alta vigilanza sulla riunione indetta da Zali, va ricordato, riguardano unicamente gli aspetti amministrativi della vicenda, poiché vi parteciparono alcuni alti funzionari. Sul fronte penale è invece aperta un’inchiesta per tentata coazione e abuso d’autorità.

