Roberto Saviano: «I Moretti hanno il profilo tipico di investitori di denaro riciclato»

«Anche se la mia è solo una congettura, i coniugi Moretti hanno il profilo tipico di investitori di denaro riciclato». A parlare è Roberto Saviano, ospite della trasmissione Detto tra noi su Teleticino. Lo scrittore e giornalista ha pubblicato un articolo sul Corriere della Sera in cui parla delle possibili implicazioni mafiose legate ai coniugi Moretti, gestori del bar Le Constellation teatro della tragedia di Capodanno a Crans-Montana. «Naturalmente può stabilirlo solo la magistratura, e spero che possano esserci approfondimenti in tal senso. Ho però dei dubbi, perché ricostruire l’intero percorso di quel denaro è estremamente difficile». Il riferimento è alla possibilità – evocata da alcuni media – che l’ascesa economica dei coniugi Jacques e Jessica Moretti si collocasse in un contesto più ampio di economie opache, riconducibili all’ambiente mafioso corso. Jacques Moretti è infatti originario del sud della Corsica. «La mafia corsa non viene evocata per folklore o suggestione – scrive Saviano –. Viene evocata per convergenza di elementi, per analogia strutturale, per il modo in cui certe traiettorie economiche e relazionali sono già state osservate altrove, documentate, studiate. Le Constellation non era solo un bar. Era un nodo. Un luogo centrale in una delle località più ricche e simboliche della Svizzera. Come può una persona con precedenti per sfruttamento della prostituzione, frode e sequestro di persona come Jacques Moretti gestire due locali notturni in una delle località turistiche più importanti d’Europa?».
C’è «odore di mafia»?
Secondo Saviano, «la tragedia non comincia la notte di Capodanno. Inizia nel silenzio che accompagna i successi troppo rapidi. Nel denaro che arriva senza lasciare impronte». In termini generali, lo scrittore napoletano descrive le organizzazioni criminali corse come realtà che negli ultimi decenni hanno investito soprattutto nel settore dell’intrattenimento (bar, ristoranti, casinò), sottolineando quanto sia difficile risalire all’origine dei capitali quando il denaro è già stato ripulito e successivamente reinvestito.
«Rintracciare quei percorsi economici significherebbe andare nelle piattaforme offshore», afferma Saviano. «Nel momento in cui il denaro già ripulito viene affidato a un imprenditore che arriva in Svizzera con una borsa piena di soldi e compra in contanti due locali in una importantissima realtà turistica, come faccio a ricostruirne il percorso? Per dimostrarne l’origine servirebbe un collaboratore di giustizia in grado di spiegarlo e di fornirne le prove. La domanda più semplice, però, è un’altra: come mai non c’è stato bisogno di una ‘‘testa di legno’’? Perché Moretti risultava direttamente esposto come gestore? La ’ndrangheta non metterebbe mai una persona con precedenti penali rilevanti al vertice di un locale di investimento. Mai. Ed è proprio questo che fa riflettere. Non tanto su un’operazione pianificata della mafia corsa, quanto piuttosto sull’ipotesi di una persona che è riuscita a gestire direttamente dei capitali e a intestarseli, temendo di perdere potere». Ovviamente, si tratta di ipotesi. Perché i coniugi Moretti «non sono neanche mai stati attenzionati da indagini di mafia».
L’assenza di controlli
Un altro punto centrale riguarda l’assenza di controlli. Secondo Roberto Saviano, l’arrivo di tanto denaro «viene percepito come il successo di una realtà imprenditoriale», la quale viene di conseguenza «privilegiata». Non si parla di corruzione, basta la «prossimità»: «In Svizzera – come in Italia, Francia e Germania –, molte volte questi controlli non vengono effettuati perché il locale, quando di successo, viene percepito automaticamente come sicuro. Con un controllo, si rischia di fermare un’attività che genera introiti, con cui si ha un rapporto diretto». È così che si arriva a «normalizzare l’eccezione, evitando verifiche che rischierebbero di rallentare un’attività economicamente redditizia». Insomma, non si parla di «bustarelle»: «Qui c’è qualcosa di peggiore, c’è continuità territoriale: ‘‘Perché devo andare a rompere le scatole a un locale che funziona, sapendo che magari dovrà fermarsi per mesi, ci saranno lamentele e pressioni? Questo è l’errore tipico delle aree turistiche».
Lì si sentivano «al sicuro»
Da scrittore, Saviano ha spiegato di essere rimasto colpito soprattutto da un elemento: molti giovani hanno temporeggiato a fuggire dal locale perché si sentivano «al sicuro» in un contesto percepito come protetto. Proprio questa sicurezza «delusa» rende la vicenda ancora più drammatica. «Sono stati traditi dalla società in cui vivevano».
