Il caso

Roghi in Malcantone, l'indagato è un pompiere

Importante novità in relazione all’arresto di una persona sospettata di aver appiccato le fiamme a Caslano e Ponte Tresa a fine marzo – È accusato di incendio intenzionale e danneggiamento
© Rescue Media

C’è un’importante novità in relazione all’arresto di una persona sospettata di aver provocato i due incendi boschivi in Malcantone a fine marzo. Stando a informazioni raccolte e verificate dal Corriere del Ticino, il 21.enne italiano finito in manette è un pompiere volontario attivo in un Corpo del Luganese.

Gli inquirenti, coordinati dal procuratore pubblico Simone Barca, sono arrivati a lui al culmine delle indagini partite dopo il primo rogo, scoppiato lo scorso 28 marzo a Caslano, in via Torrazza. A questo era seguito il secondo, il 30 marzo a Ponte Tresa, in via Ronchi. Troppo ravvicinati nel tempo per non destare perlomeno qualche sospetto.

Tanto che nella giornata di martedì, il Ministero pubblico e la Polizia cantonale hanno reso noto l’arresto, avvenuto venerdì scorso, dell’uomo, dimorante nel Luganese. Non è escluso che le indagini possano estendersi ad altri episodi. Nei confronti del giovane vale in ogni caso la presunzione di innocenza.

Spetterà alle indagini degli inquirenti accertare la dinamica e l’eventuale responsabilità del 21.enne, il quale si trova dietro le sbarre alla Farera: la misura restrittiva della libertà è stata nel frattempo confermata dal giudice dei provvedimenti coercitivi. Le ipotesi di reato nei suoi confronti sono di incendio intenzionale e danneggiamento. L'inchiesta è affidata alla Polizia cantonale con il supporto della Polizia Malcantone Ovest.

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