Lugano

Ruba un’auto e quasi investe una donna, ventiquattrenne condannato al carcere

Trenta mesi di detenzione, di cui 10 da espiare per un ex tossicodipendente del Sottoceneri – Tra il 2024 e il 2025 l’uomo, reo confesso, si è reso colpevole di una ventina di capi d’accusa
© CdT / Chiara Zocchetti
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
08.05.2026 19:58

«Non ho ragionato, ero sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e medicinali. Quando mi hanno arrestato ho chiesto ai poliziotti di portarmi in carcere perché stavo impazzendo». Si è espresso così, di fronte alla Corte delle assise criminali di Lugano presieduta dal giudice Paolo Bordoli (giudici a latere Emilie Mordasini e Giovanna Canepa Meuli), un 24.enne del Sottoceneri che il 25 aprile 2025 ha quasi investito una donna a Mendrisio a cui aveva appena rubato l’auto su quale c’era ancora il marito affitto da disturbi cognitivi.

Un’azione grave, della quale il giovane in aula si è scusato, ma non l’unica portata a termine dal 24.enne, nei confronti del quale la procuratrice pubblica Valentina Tuoni ha imputato una ventina di capi d’accusa: dal furto tentato e consumato, alle lesioni gravi (riconducibili al fatto di Mendrisio), dall’abuso di un impianto di elaborazione dati all’infrazione e contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti, passando per il danneggiamento, l’appropriazione semplice, l’infrazione grave alle norme della circolazione, l’infrazione alla legge sulle armi e molti altri.

Tutti reati riconducibili al consumo e alla dipendenza di droghe pesanti (cocaina, crack ed eroina), ma anche ammessi dall’imputato; ragione per cui si è arrivati a un accordo di pena tra accusa e difesa, rappresentata dall’avvocata Giorgia Maffei: trenta mesi di detenzione, di cui 10 da espiare e i restanti 20 mesi sospesi per un periodo di prova di 3 anni. Un accordo fatto proprio dalla Corte. «D’ora in avanti mi comporterò bene, lo devo a me stesso e ai miei familiari - ha continuato il giovane - voglio allontanarmi dalle cattive compagnie, trasferirmi in Svizzera tedesca a lavorare e iniziare a curare la mia dipendenza». Un obiettivo quest’ultimo non solo condiviso dalla Corte, ma imposto dalla stessa, visto che il 24. enne sarà obbligato a un’assistenza riabilitativa e a un trattamento ambulatoriale. «Dovrò curarmi perché da solo non posso farcela», ha ammesso il giovane, rispondendo alle domande del giudice Bordoli. «Non voglio più tornare a fare quelle cose», ha ribadito l’imputato, posto in esecuzione anticipata della pena dal 9 ottobre scorso.

Tra il 2024 e il 2025 sotto l’effetto di stupefacenti, l’uomo è andato alla caccia continua di oggetti da rubare, sia nelle cantine, sia per strada. Da qui tutta una lunga serie di furti. Fino all’episodio più grave di Mendrisio, dove ad avere la peggio è stata una donna che assieme al marito aveva appena finito di fare la spesa e si è vista strappare le chiavi dell’auto dal 24. enne, che, dopo essere salito sul veicolo ha cercato di scappare con la portiera ancora aperta e soprattutto con il marito della donna afflitto da disturbi cognitivi seduto al suo fianco. Solo grazie all’intervento di un’altra persona, che ha spostato la donna dalla traiettoria della vettura si sono evitate conseguenze più nefaste. «Il carcere non è la soluzione per la vita - ha sottolineato Bordoli rivolgendosi all’imputato - ha ancora tutta un’esistenza davanti, è il momento per lei di crescere, ma questa volta davvero».