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«Saccheggiamo i negozi di Como»: indagati altri 30 giovani

Dopo gli allarmanti messaggi sugli «stupri di gruppo», sui social media spuntano «chiamate alle armi» per derubare gli esercizi commerciali: diversi minorenni sono finiti nel mirino della Digos
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Red. Online
23.10.2026 14:39

L’attenzione resta altissima a Como in vista di una possibile azione di protesta giovanile per le strade della città. Nelle scorse ore, una trentina di ragazzi tra i 14 e i 24 anni è finita nel mirino della Digos, la Divisione investigazioni generali e operazioni speciali della Polizia di Stato italiana. I giovani sono indagati per istigazione a delinquere finalizzata al saccheggio, riferisce il portale QuiComo, precisando che tra giovedì 22 e venerdì 23 ottobre sono pure scattate le perquisizioni a carico dei ragazzi, in gran parte minorenni e italiani, anche di seconda generazione.

Gli allarmanti messaggi diffusi nelle chat WhatsApp sui possibil atti di violenza nella città lariana, negli scorsi giorni, avevano già portato all’identificazione due ragazzi e una ragazza, di età compresa tra i 16 e i 17 anni. I tre sono stati formalmente indagati per istigazione per delinquere. Come riportato dal quotidiano La Provincia di Como, a uno di loro, che nella chat annunciava la necessità di portare «mazze» per distruggere la città, i poliziotti hanno trovato e sequestrato proprio una mazza, insieme a tirapugni, lame e passamontagna. Nei messaggi diffusi su WhatsApp spiccavano allarmanti conversazioni su presunti gruppi pronti a compiere violenze «indiscriminate» e persino «stupri di gruppo» ai danni di ragazze. Stando ai media locali, nei giorni successivi alle violente proteste di Milano, nella chat del gruppo «24.10 Como», nel quale si organizzavano azioni di protesta per sabato 24 ottobre, è comparso un video che annunciava «stupri di gruppo» contro le studentesse comasche. Nelle conversazioni sono stati pure fatti riferimenti ad abiti neri, passamontagna e possibili obiettivi.

Secondo i magistrati lariani, tutti i trenta giovani finiti nel mirino delle autorità nelle scorse ore, si sono resi protagonisti di una «chiamata alle armi» diffusa tramite messaggi nelle chat e sui social media, con riferimenti ad assalti ai negozi comaschi. Messaggi allarmanti che hanno spinto alcuni commercianti a chiudere le proprie attività commerciali già giovedì 22 ottobre, per timore di una replica di quanto accaduto nel capoluogo lombardo lo scorso fine settimana.

Oggi a Como regna la massima attenzione in vista della prevista manifestazione di sabato sulle rive del Lario. Il prefetto della Città, Corrado Conforto Galli, ha fattpo sapere a QuiComo che «la situazione viene seguita con la massima attenzione attraverso il monitoraggio delle conversazioni online e attività di prevenzione sul territorio».

Indagini in tutta Italia

Il Corriere della Sera scrive di indagini in tutta Italia in seguito ai gravi disordini del 17 e 18 ottobre scorsi. Le autorità hanno eseguite una serie di perquisizioni domiciliari e personali a carico di circa 100 persone identificate, di cui 51 minorenni. Le perquisizioni sono state eseguite dagli agenti delle Digos ad Arezzo, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Firenze, Genova, Lodi, Napoli, Pescara, Padova, Cremona, Verbania, Aosta, Monza, Varese, Verona, oltre alla già citata Como. 

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