San Carlo, si passa all'azione

Il Municipio ha elaborato un piano suddiviso in tre punti per affrontare il disagio palesato da molti collaboratori dell'istituto per anziani di Locarno.
La Casa San Carlo di Locarno.
Red. Online
23.12.2015 03:00

«Dopo l'assemblea del 14 e la riunione del gruppo di discussione del 15 dicembre si può affermare che le tensioni interne al personale non sono presunte, ma conclamate». Il municipale Ronnie Moretti non si è nascosto dietro a un dito, rispondendo all'interpellanza inoltrata da Loretta Canonica (PLR) e confirmatari in merito ai problemi riscontrati alla casa per anziani San Carlo di Locarno. Confermando le tensioni, però, ha pure potuto fornire – a nome del Municipio – un quadro esaustivo di ciò che sta accadendo e di quanto si è pensato di mettere in atto per far fronte al disagio palesato da almeno la metà dei collaboratori (oltre 50) dell'istituto.

Oltre a dar vita al citato gruppo di discussione, normalmente si potrebbe passare da uno strumento interno di chiarificazione e di approntamento dei correttivi. «Tuttavia le difficoltà riscontrate in particolare nel passaggio delle informazioni e nell'ambiente di lavoro richiedono interventi esterni», ha però aggiunto Moretti. L'Esecutivo ha dunque elaborato un piano d'azione che si basa essenzialmente su tre punti. In primis, «promuovere un audit per fare chiarezza sulle contestazioni mosse nella lettera del sindacato VPOD e questo a tutela di tutti di dipendenti, quadri dirigenti compresi». L'audit dovrà pure fornire indicazioni su eventuali margini di miglioramento nell'organizzazione della struttura. In secondo luogo, in attesa dei risultati di questa indagine conoscitiva, si prevede di «nominare ad interim una persona che affianchi gli attuali dirigenti nella responsabilità di conduzione della casa». E, terzo punto, si avvierà anche «un accompagnamento» e un'opera di «sensibilizzazione sugli aspetti di interazione sul posto di lavoro, come supporto per tutto il personale».

Dopo aver fornito queste precise indicazioni, il municipale ha voluto mettere l'accento sulla qualità delle cure, che nonostante il disagio palesato dal personale «sono buone». E ha così smentito voci, riportate nell'interrogazione, secondo cui i famigliari di alcuni ospiti si sarebbero adoperati affinché i loro cari potessero trovare un'altra sistemazione.