Santa Filomena, licenziamenti e correttivi

Gli approfondimenti sono terminati, l’avvocato incaricato di svolgere un’indagine esterna per fare chiarezza su una serie di criticità emerse alla casa anziani Santa Filomena di Stabio ha concluso il proprio lavoro e consegnato i relativi rapporti (che sono due) al Consiglio dell’Ente Case Anziani Mendrisiotto (ECAM). I nodi non sono però stati sciolti tutti: qualche ombra è rimasta tale, o meglio i potenziali problemi segnalati da più parti all’interno della struttura non sono stati tutti esclusi dagli accertamenti fatti. Ciò che è certo e che conta di più per i vertici ECAM, come ci conferma il vicepresidente Tiziano Calderari, è che «sono state escluse fattispecie di natura penale. In particolar modo – sottolinea – per quel che riguarda la tutela dei nostri ospiti».
Prima sospeso, poi allontanato
Come anticipato, dall’analisi esterna fatta dall’avvocato Stefano Fornara qualche criticità emerge. E ha portato a delle conseguenze. Tra queste c’è il licenziamento di un infermiere, quella persona al centro di più di una segnalazione interna e al centro anche di uno dei due rapporti stilati dall’avvocato al termine dei suoi approfondimenti (l’altro concerne in generale la struttura di Stabio). Avendo l’inchiesta esterna escluso fattispecie penali, di certo gli approfondimenti fatti non hanno rilevato la presenza di reati. Questo nonostante le segnalazioni interne riguardassero anche potenziali comportamenti penalmente illeciti. «L’inchiesta affidata ad un esperto esterno indipendente non ha permesso di accertare se i fatti di maggiore gravità, alcuni dei quali di rilevanza penale, ascrivibili ad alcuni collaboratori di ECAM e segnalati (…), abbiano avuto effettivamente luogo. Le dichiarazioni delle persone sentite nel corso di ben 26 audizioni e l’esame della documentazione messa a disposizione dell’incaricato esterno, su sua richiesta, non hanno permesso di giungere a risultati conclusivi a tale riguardo», si legge in un documento di ECAM a cui abbiamo avuto accesso.
Sempre stando a nostre verifiche – e basandoci sulla documentazione che abbiamo potuto visionare oltre alle testimonianze raccolte – a portare al licenziamento sarebbe stato l’emergere di comportamenti inadeguati sul posto di lavoro, come atteggiamenti irrispettosi nei confronti della sfera privata di alcuni ospiti e condotte non conformi sul luogo di lavoro, dove si sarebbe presentato in più occasioni in condizioni poco lucide. Questo malgrado l’inchiesta non abbia altresì permesso di confermare «la maggior parte degli altri comportamenti inadeguati o professionalmente sbagliati, segnalati a carico di collaboratori di ECAM», si legge nello stesso documento. Quelli che hanno potuto essere accertati sono a conti fatti bastati per giustificare l’allontanamento dell’infermiere. Sarebbe, in sostanza, venuto meno il rapporto di fiducia. Tali comportamenti avrebbero inoltre creato tensioni con alcuni colleghi e malessere tra i dipendenti, costretti loro malgrado a tollerarli. E sarebbero stati segnalati a più livelli, sia all’interno della casa anziani, sia all’interno di ECAM (documentati da video, scambi di messaggi, documenti, eccetera). Non per niente a inizio gennaio è poi stata aperta l’inchiesta esterna e subito dopo è stato sospeso l’infermiere. Una sospensione divenuta licenziamento dopo la conclusione degli approfondimenti. A preoccupare chi ha segnalato sarebbero stati anche dei precedenti dell’infermiere in questione, già allontanato in passato da una struttura sanitaria della regione per aver rubato psicofarmaci per uso personale.
Le misure organizzative
Tra le conseguenze dell’analisi esterna ci sono anche degli accorgimenti logistici. All’interno della Santa Filomena e di ECAM in generale sono infatti state prese delle misure volte a migliorare aspetti gestionali e amministrativi. «Dagli approfondimenti – spiega ancora Tiziano Calderari – sono emersi alcuni punti, soprattutto a livello di governance che necessitavano alcuni correttivi. Questioni che sono prontamente state prese a carico dal Consiglio di ECAM».
Ad essere stata ottimizzata – con l’adozione delle prime misure già prima dell’avvio dell’inchiesta – sarebbe in particolare la gestione dei farmaci custoditi all’interno della struttura. Stando a nostre informazioni ora l’accesso ai medicinali è maggiormente regolamentato e limitato, con i farmaci sempre sotto chiave e quindi non accessibili senza controllo e approvazione.
Rapporti interrotti
Riguarda infine il personale un’ultima conseguenza della vicenda che ha visto coinvolta la casa anziani stabiese. L’infermiere licenziato non sarebbe infatti l’unico dipendente a non lavorare più alla Casa Santa Filomena a causa – più o meno direttamente – di questa vicenda. Nostre verifiche dimostrerebbero infatti che anche chi, con l’obiettivo di tutelare gli ospiti, ha segnalato per primo i comportamenti inadeguati che hanno poi fatto partire l’inchiesta esterna oggi non lavora più per la struttura. Si tratta di due persone che, incapaci di sopportare il peso di sapere quanto accadeva tra le mura della struttura, hanno dapprima vissuto un periodo di incapacità lavorativa e in seguito, dopo aver constatato l’impossibilità di tornare a lavorare a Stabio, per ragioni di salute, sono oggi senza impiego. Ad una di loro è già stata recapitata la comunicazione dell’interruzione del rapporto lavorativo. Il coinvolgimento dei loro medici sarebbe stato fondamentale per far partire gli approfondimenti prima e l’inchiesta poi.

