«Santa Maria in Selva va bene così com’è, ricostruire la navata non è sostenibile»

I suoi dipinti ne fanno uno dei monumenti più importanti del Quattrocento sopravvissuti in area lombarda. Della chiesa di Santa Maria in Selva a Locarno rimangono però solo il coro ed il campanile. La navata venne infatti demolita nel 1884 nell’ambito del progetto di ampliamento del cimitero cittadino, allora ritenuto prioritario. A distanza di quasi centocinquant’anni, riportare il prezioso edificio di culto al suo stato originario - come chiesto dalla mozione di Mauro Belgeri, Barbara Angelini Piva e Simone Beltrame - sarebbe senz’altro un atto pregevole in un’ottica di valorizzazione del patrimonio monumentale locale. Tuttavia l’intervento non si giustifica per diversi motivi. Li elenca la Commissione della gestione nel rapporto (relatrice Nadia Mondini, Sinistra Unita) con il quale invita il plenum consiliare a respingere la mozione che chiede lo stanziamento di un credito per esaminare la fattibilità dell’intervento.

Funzioni religiose solo saltuarie
Attualmente, ricordano i commissari, la chiesa non è utilizzata per funzioni religiose regolari. L’uso dell’edificio sacro è limitato e occasionale, prevalentemente quale spazio di raccoglimento in occasione di funerali, con una frequenza contenuta. «Non emerge pertanto una necessità concreta, nel breve periodo, di ampliamento o rifunzionalizzazione dell’edificio», recita il rapporto, nel quale si rileva anche la mancanza di una domanda concreta da parte della comunità. Non vanno poi dimenticate le problematiche legate all’autenticità storico-architettonica della nuova navata. «Alla luce delle priorità d’investimento della Città (evidenziate nel preavviso municipale che a sua volta invita a respingere la mozione, ndr.), non si ritiene opportuno procedere con lo stanziamento di un credito, nemmeno a titolo esplorativo», concludono i commissari, secondo i quali «l’approccio attuale, basato su interventi puntuali e approfondimenti tecnici, appare invece adeguato e proporzionato».
Studio orientativo con la SUPSI
Negli ultimi anni la chiesa di Santa Maria in Selva è stata oggetto di alcuni interventi mirati alla sua conservazione. Va poi rilevato che all’inizio di quest’anno è stato avviato un cantiere-studio in collaborazione con la SUPSI che si concentra sulla parete nord. Prevede osservazioni tecniche, documentazione fotografica e indagini non invasive. Lo studio si dovrebbe concludere in questi giorni e i risultati saranno valutati con l’Ufficio dei beni culturali per orientare eventuali interventi futuri.
