Sant'Eugenio, famiglie disorientate

La scelta della scuola in cui iscrivere un figlio non è mai casuale. È una decisione dettata non solo da convinzioni e sensibilità personali di una madre e di un padre, ma anche da necessità pratiche spesso legate agli orari di lavoro o a esigenze specifiche del bambino. Un istituto privato come il Sant'Eugenio, ad esempio, ha sempre garantito, oltre ai normali percorsi formativi, un pre e un dopo scuola attivi dalle 6.30 alle 18.30, momenti di studio assistito e un esiguo numero di allievi per classe, seguiti da vicino dai docenti. Non è quindi un caso se, all'indomani della comunicazione da parte dell'Associazione amici ed ex allievi dell'istituto Sant'Eugenio relativa all'imminente chiusura della scuola dell'infanzia ed elementare, parecchie famiglie si sono ritrovate disorientate. I tempi per una nuova scelta, del resto - come racconta una mamma al CdT - sono tutt'altro che «comodi»: «È vero che la scuola chiuderà solo a giugno - spiega - ma l'iscrizione in qualsiasi altro istituto dovrà essere inoltrata già entro marzo. Abbiamo pochissimo tempo per decidere come muoverci». E le alternative, nel Locarnese, non sono molte, anzi: di istituti privati, al di là della Scuola Steiner (che presenta però un metodo educativo «non standardizzato»), non ce ne sono. L'unica opzione rimane quindi la scuola pubblica. Che non offre però quegli atout per i quali le famiglie in questione avevano preferito il Sant'Eugenio. «Siamo consapevoli del disagio che abbiamo creato - spiega al CdT la presidentessa del comitato dell'Associazione Dafne Ferroni-Luban - e stiamo lavorando affinché il passaggio da un istituto all'altro sia per i bambini il più dolce possibile. La decisione di chiudere è stata dura - continua - ma inevitabile: le difficoltà finanziarie e il calo delle iscrizioni negli ultimi anni, il 35% nella scuola dell'infanzia e il 49% per le elementari, hanno generato una situazione insostenibile. A consuntivo, nel 2014 abbiamo registrato un deficit di 700 mila franchi. Ad oggi abbiamo una perdita di 80 mila franchi per ognuna delle nostre sei sezioni».
La misura toccherà 62 bambini della scuola dell'infanzia ed elementare e 28 collaboratori, 15 saranno riassunti, con impieghi a tempo parziale, al centro oto-logopedico, che continuerà regolarmente le proprie attività.
