Sant'Eugenio, i genitori non mollano

Costituito un gruppo tra le famiglie degli allievi dell'istituto privato di Locarno nell'intento di fornire tutto il supporto necessario per evitare la chiusura prevista a giugno
L'Istituto Sant'Eugenio di Locarno vive momenti davvero difficili.
Red. Online
05.01.2016 12:10

LOCARNO - «Non ci facciamo troppe illusioni. La strada è in salita. Ne siamo coscienti. Ma riteniamo comunque necessario fare tutto quanto in nostro potere per supportare il comitato". I genitori degli allievi dell'Istituto Sant'Eugenio di Locarno non sono rimasti impassibili di fronte alla comunicazione della chiusura della scuola, il prossimo mese di giugno. Una comunicazione avvenuta il 18 dicembre scorso da parte dell'Associazione amici ed ex allievi, che ha colto di sorpresa molte famiglie. Mentre altre, in fondo, un po' se l'aspettavano, perché l'istituto ha dovuto fare i conti con un calo degli allievi e di conseguenza con deficit importanti, che hanno raggiunto i 400 mila franchi annui.

In queste due settimane o poco più, dunque, si è costituito il Gruppo genitori allievi dell'Istituto Sant'Eugenio nell'intento di vagliare tutte le strade possibili per salvaguardare il plus valore offerto dalla scuola privata cittadina, che vanta una storia di 130 anni. "Non è nostra intenzione sindacare sul passato", spiega il coordinatore del gruppo dei genitori, Davide Fabbri. "Ma cercare di vagliare tutte le strade possibili per un progetto di rilancio". E questo parallelamente all'attività del comitato dell'associazione e nel suo totale rispetto. Grande il lavoro svolto finora, che si è tradotto in due iniziative. In primis si sta sondando l'intenzione dei genitori di iscrivere – nel caso in cui si dovesse cambiare rotta – i propri figli anche per il prossimo anno scolastico. In secondo luogo, il 7 gennaio sarà distribuito a tutte le famiglie un formulario (da ritornare entro il 12) in cui si pongono alcune precise domande. Domande che vanno dalla disponibilità ad accettare un aumento della retta scolastica, a prendere in considerazione una collaborazione con il Collegio Papio di Ascona, a sostenere finanziariamente il piano di rilancio dell'Istituto (cercando anche fondi di enti esterni), a mettere a disposizione un po' del proprio tempo libero per eventualità attività extra scolastiche e altro ancora. Il tutto, naturalmente, volendo garantire un servizio educativo di pari livello rispetto a quanto offerto fino ad oggi.

Tutti dati saranno raccolti, analizzati e sottoposti all'Associazione amici ed ex allievi, formulando anche proposte concrete, in una riunione che avverrà il 14 gennaio. La speranza è che si possa formare un apposito gruppo di lavoro, il quale – sulla base dei nuovi elementi – verifichi appunto la possibilità di un piano di rilancio. "Per fare questo – conclude Fabbri – ci vorrà anche una reazione a livello regionale".

A scanso di equivoci, va infine ricordato che la paventata chiusura non riguarderà comunque il centro oto-logopedico.