Lugano

Saresti un’altra persona se il tuo sesso fosse diverso?

Al Liceo 1 è arrivata la mostra Noi & Gender, che tocca temi come l’identità di genere, la parità fra uomo e donna e la conoscenza del proprio corpo – La direttrice: «I nostri allievi sono maturi e il tema è una realtà: bisogna parlarne»
©CdT/Gabriele Putzu
Giuliano Gasperi
16.10.2023 06:00

Che il tema sia delicato, ormai è chiaro a tutti. Come è chiaro a tutti, o quasi tutti, che evitare di parlarne non sia una soluzione. Semmai è parte del problema. A Lugano, reduce dalle polemiche sull’agenda scolastica dedicata anche all’identità di genere, che il Municipio ha deciso di non distribuire, ad affrontare la questione è stato il Liceo 1 accogliendo la mostra Noi & Gender, costituita da una serie di cartelloni posti all’esterno del Palazzo degli studi. I temi trattati vanno dalla parità fra uomini e donne (con una riflessione, ad esempio, sulla ripartizione dei ruoli nella società), all’identità di genere («per alcuni è chiara e innata, per altri una ricerca irta di ostacoli» recita uno dei manifesti, mentre un altro chiede: «saresti un’altra persona se il tuo genere fosse diverso?»), fino a questioni legate alla sfera intima («conosci i tuoi organi genitali?»). La mostra è visibile a tutti, e qualcuno non l’ha gradita. Secondo un nostro lettore in particolare, un argomento come l’identità di genere andrebbe «mediato», non trattato con cartelloni che affrontano la questione «in un modo subdolo, senza spiegazioni e senza un supporto per capire o discutere l’argomento».

Promossa dal Percento culturale Migros in collaborazione con Imbarco Immediato e il supporto della Commissione per l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole del Cantone, la mostra Noi & Gender è stata esposta per la prima volta a Basilea nel 2021, nella primavera del 2022 al Campus Ovest dell’USI a Lugano, mentre nei mesi successivi a Villa Argentina e negli spazi esterni del Liceo di Mendrisio. Ora è il turno del Liceo di Lugano, poi troverà spazio a Bellinzona. «La visita non è obbligatoria – premette la direttrice del Liceo 1 Valeria Doratiotto Prinsi –, è un’occasione per riflettere su un tema che riteniamo di dover condividere». E non si limita ai cartelloni. «Non li abbiamo messi semplicemente lì, dicendo ai ragazzi ‘arrangiatevi’. Come facciamo per altri argomenti, abbiamo dato ai docenti la possibilità essere formati e creato delle occasioni di confronto in collaborazione con Zonaprotetta». Un incontro fra docenti è già avvenuto, seguirà uno con gli studenti, sempre facoltativo. «Ci terrei che passassero due cose» sottolinea la direttrice. «La prima è che la mostra non ha come unico tema l’identità di genere e la sessualità, ma si concentra anche sulla parità di genere. La seconda è che quel tema, comunque, esiste, è una realtà per tutta la società, quindi bisogna parlarne. In ogni istituto ci sono storie di allievi che vivono l’omosessualità, e sono storie di sofferenza. I compagni li accettano, il problema è non essere accettati fuori dalla scuola». La mostra Noi & Gender è stata accolta positivamente da professori e allievi, mentre da parte dei genitori è arrivata solo una lamentela. «Ci rivolgiamo a un pubblico, i liceali, che è abbastanza maturo per affrontare la questione. Da notare che nella nostra sede non ci sono più allievi delle medie, che si sono spostati a causa dei cantieri in corso. Se ci fossero stati, ne avremmo sicuramente discusso. I nostri studenti erano comunque stati avvertiti prima di questa iniziativa, e i docenti come detto sono stati preparati. Io stessa all’inizio avevo qualche preoccupazione, ma quando ho visto i cartelloni sono stata subito sollevata. Non sono per niente eccessivi. E il discorso – conclude Doratiotto Prinsi – è molto diverso da quello che c’è stato sull’agenda scolastica».