Il caso

Sbarca a Istanbul e viene preso in consegna dalla Polizia

Yahya Pokerce, rimpatriato in Turchia da Riazzino insieme alla moglie e al figlioletto è stato fermato in aeroporto a causa del procedimento penale aperto suo carico per dei contenuti ritenuti offensivi nei confronti del presidente Erdogan pubblicati in rete
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Spartaco De Bernardi
07.05.2026 12:54

Quanto temevano i suoi familiari è puntualmente avvenuto. Non appena atterrato a Istanbul con il volo partito nel pomeriggio di ieri dall'aeroporto di Zurigo-Kloten, Yahya Pokerce è stato fermato dalla polizia e condotto in centrale. L'uomo viveva da anni a Riazzino con la moglie Muhterem e i figli Zelal Yekta e Azaz.  Ieri è stato oggetto di un rimpatrio forzato insieme alla consorte e al figlio minore. In Turchia è ricercato per aver pubblicato una vignetta offensiva nei confronti del presidente Recept Erdogan. Ritenendosi vittima di una persecuzione, il capofamiglia di etnia curda era fuggito dal suo Paese e aveva chiesto asilo in Svizzera per lui e per tutta la famiglia. La sua richiesta però è stata rifiutata, al pari di quella della consorte e del figlioletto. A Riazzino sono rimasti i due figli maggiorenni, Yekta e Zelal, i quali attendono gli esiti al ricorso inoltrato contro la decisione negativa sulla richiesta affinché sia loro riconosciuto il caso di rigore. «Lo hanno subito preso in consegna. Altre informazioni non ne ho, non quella che gli è stato concesso di avere un avvocato che lo assista», racconta Zelal, la quale aggiunge: «Mia mamma ora è da suo fratello insieme ad Azaz. Perlomeno hanno una casa in cui vivere. Tuttavia è molto preoccupata per le sorti di mio papà»