Scatta la confisca preventiva delle armi da taglio

Giovani che accoltellano altri giovani. Quasi come se nulla fosse. Almeno è questa l’impressione che si ricava, guardando gli ultimi due ravvicinati episodi di estrema violenza capitati nella seconda metà di agosto a Lugano. Dove, appunto un 20.enne, il 15 agosto, ha aggredito con un coltello un 24.enne a Molino Nuovo, mentre alcuni giorni dopo, il 22 agosto, in via Pelli un 20.enne ha usato un coltello per pugnalare un 19.enne. Occupandosi di minori (che violano la legge), la magistrata dei minorenni, Fabiola Gnesa, ogni giorno è confrontata con quanto sta capitando ai giovani di oggi. «Vedo tanta aggressività – commenta al Corriere del Ticino – e in generale, un’incapacità nel gestire le emozioni. Ma se coi minori si tratta di punire, educare e proteggere, coi giovani adulti la sfera di intervento è più limitata e si muove principalmente nel campo repressivo e comminatorio». La sostanza però non cambia. «Fatti come quelli capitati a Lugano che vedono coinvolti giovani adulti mi colpiscono in modo particolare, perché vedo la stessa aggressività tra i minorenni. È come se facessero fatica a gestire le emozioni più forti, come la rabbia, la frustrazione, il rifiuto», chiarisce Gnesa.
Ma c’è anche qualcos’altro. Qualcosa che la magistrata dei minorenni ha già visto alcuni anni fa e secondo lei non è ancora diventato un fenomeno in piena regola. «Rispetto al passato, oggi c’è più l’abitudine, sempre da parte dei giovanissimi, di andare in giro con armi bianche. E non per forza si tratta di casi collegati a risse o aggressioni. O di coltelli. Proprio quest’anno – precisa Gnesa – ci siamo ad esempio confrontati con due casi in cui sono stati realizzati dei tirapugni con una stampante 3D».
Tutti i giovani oggi escono dunque con un’arma bianca in tasca? No. Non è questo quello che sta dicendo la magistrata. Gnesa sta soltanto vedendo tra i giovani una maggiore nonchalance rispetto al passato nel girare armati, nel senso più generale del termine. Ecco perché, ad esempio, oggi la Magistratura dei minorenni ha stretto le maglie attorno a coltelli e coltellini, che non sottostanno alla Legge federale sulle armi. «Se durante un controllo, oggi un minorenne viene trovato in possesso, ad esempio, di un coltellino svizzero – coltello che non sottostà alla Legge federale sulle armi, appunto - gli viene confiscato ed eventualmente è restituito ai genitori».
Quasi una confisca preventiva, dunque. Non nuova, perché già in vigore, ad esempio, nel Canton Friburgo. E messa in atto non per caso. Ma per scongiurare che con la stessa nonchalance con la quale i giovani portano con loro coltelli e affini – nonchalance oggi più in voga rispetto al passato - possano anche usarli in un momento di perdita di lucidità o di rabbia non controllata.
