Schnellmann c’è, e non è l’unico

L’«uomo veloce» è pronto a scattare. Fabio Schnellmann, 59 anni, si è messo a disposizione per essere il settimo candidato del PLR al Municipio. Il capo degli stabilimenti comunali della Città – che in caso di elezione dovrebbe rinunciare al suo impiego – ha sciolto le riserve ieri dopo un incontro con il presidente della Commissione cerca Rocco Olgiati. Schnellmann in realtà una decisione l’aveva già presa lo scorso novembre, ed era un no, ma l’addio del vicesindaco Michele Bertini ha cambiato le cose. «Inizialmente avevo rinunciato perché avevamo due municipali uscenti che avevano svolto un buon lavoro, non era necessario scendere in campo, ma adesso lo scenario è diverso e il secondo seggio non è blindato: dobbiamo darci da fare per mantenerlo». Chiuso il discorso, quindi? Affatto, perché Fabio Schnellmann non è stato l’unico potenziale candidato ad aver incontrato Olgiati. Ce ne sono almeno altri tre ed entro domani la Commissione cerca dovrebbe arrivare a una decisione.
Quel «derby» con Badaracco
Schnellmann tenta per la seconda volta di entrare a far parte del Municipio. La prima risale a quattro anni fa, quando insieme a lui in lista c’erano Michele Bertini, Roberto Badaracco, Gabriele Massetti, Luca Cattaneo, Karin Valenzano Rossi e Morena Ferrari Gamba. Orfano di Giovanna Masoni Brenni, il PLR si presentava con la certezza Bertini – che infatti aveva raccolto una valanga di voti – e l’incognita di chi avrebbe occupato il secondo seggio e forse il terzo, che però alla fine era rimasto in casa leghista. Alla vigilia dell’appuntamento elettorale, i bookmakers di piazza della Riforma pronosticavano un testa a testa fra Schnellmann e Badaracco: un’accoppiata che si era già messa in luce in Gran Consiglio portando avanti diverse iniziative legate alla tutela dell’ambiente. Quel giorno però erano compagni-avversari e alla fine aveva avuto la meglio Badaracco con 8.366 preferenze contro le 7.623 di Schnellmann, che per quattro anni è stato primo subentrante. Ora che ci riprova, il partito è in una situazione incerta come quella di quattro anni fa. Forse anche di più, considerando che manca una macchina da voti come Bertini (quanti punti percentuali costerà al PLR il suo addio?) e che secondo alcuni esponenti di spicco esiste il rischio di perdere uno dei due seggi. Sarà una battaglia. Schnellmann si è buttato nella mischia.

