Scuola InOltre, vent’anni di formazione dietro le sbarre

Portare la scuola in carcere, offrendo occasioni di apprendimento e nuove prospettive anche durante la detenzione. È l’obiettivo della Scuola InOltre, che nel 2026 festeggia vent’anni di attività nelle Strutture carcerarie cantonali. Il progetto fa capo al Centro professionale tecnico di Lugano-Trevano ed è sostenuto congiuntamente dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport e dal Dipartimento delle istituzioni.
I corsi
Dal 2006 sono proposti corsi di cultura generale, materie professionali, lingue, informatica ed educazione fisica, oltre ad attività pratiche e creative. L’offerta è rivolta a donne e uomini, compresi i minorenni. Particolare attenzione è dedicata alle competenze che possono essere certificate: tra le possibilità figurano attestati e certificati nel campo della legatoria, certificazioni informatiche e certificati cantonali di lingua.
Formazione per il reinserimento
Solo nello scorso giugno sono stati consegnati gli attestati di frequenza per l’anno scolastico 2025/2026 a una trentina di detenute e a quasi 230 detenuti. La formazione, ha ricordato la presidente del Consiglio di Stato e direttrice del DECS Marina Carobbio Guscetti, deve essere accessibile a tutte e tutti, indipendentemente dalla propria condizione. Per il direttore del DI Norman Gobbi, l’esecuzione della pena «va oltre la custodia e la sicurezza»: creare le condizioni per il reinserimento, ha aggiunto, significa anche contribuire alla prevenzione della recidiva. Gobbi ha definito InOltre un modello unico in Svizzera.
L'anniversario
Le iniziative per il ventennale accompagneranno l’anno scolastico 2026/2027. «20 anni, 20 voci» raccoglierà le testimonianze di persone che hanno conosciuto la scuola da prospettive diverse: ex detenuti, docenti, agenti di custodia, collaboratrici e rappresentanti delle istituzioni. Le interviste sono state realizzate da persone in formazione nel settore dell’elettronica multimediale alla SPAI di Lugano-Trevano e diventeranno una serie di podcast.
Un altro progetto coinvolge alcune classi dei CPT di Lugano-Trevano e Mendrisio, che stanno approfondendo il tema della giustizia riparativa e del reinserimento. Il percorso culminerà con l’ingresso nelle Strutture carcerarie cantonali di venti studenti, che terranno alcune lezioni preparate durante l’anno.
A settembre è inoltre iniziato un corso di teatro rivolto a persone detenute. Il lavoro sfocerà nell’appuntamento «Porte socchiuse», previsto il 21 gennaio 2027 dalle 14 alle 16 nelle Strutture carcerarie cantonali: una restituzione teatrale destinata a rappresentanti delle istituzioni, del mondo politico, del corpo docente e dei media.
Nel ventennale è stata anche allestita al CPT di Lugano-Trevano una mostra di opere realizzate nell’atelier di mediazione artistica; al primo piano della sede sono esposti quattro murales creati da persone detenute.
