Se la casa protetta diventa villaggio

Il miglioramento della qualità dell’esistenza va di pari passo con l’aumento della speranza di vita. Oggi (e, probabilmente, ancora di più domani) abbiamo a disposizione molti strumenti che ci permettono di invecchiare nel migliore dei modi. Ma c’è una malattia – la solitudine – contro la quale non sempre si riesce a trovare una cura. È anche da questa constatazione che si è sviluppato il progetto della Residenza San Clemente, portato avanti (affrontando non poche difficoltà) dalla Parrocchia e dall’Associazione per la gioventù e la beneficenza (che è una «costola» della prima) di Ascona, con un investimento di 26,5 milioni di franchi. Oggi il luminoso complesso è finalmente realtà e sabato sarà ufficialmente inaugurato.
L’eredità di don Pura
A presentare l’iniziativa sono stati, oggi, l’arciprete del borgo (nonché presidente della fondazione cui è affidata la gestione della struttura) don Massimo Gaia, la presidente del Consiglio parrocchiale, Consuelo Allidi, il direttore della residenza, Graziano Duca, il segretario dell’Associazione per la gioventù, Giancarlo Cotti, affiancati dai membri del consiglio di fondazione, Giselda Saletti e Paolo Duca. L’arciprete ha ripercorso la storia del progetto, ricordando che già parecchi decenni fa il suo omologo, don Alfonso Pura, avrebbe voluto edificare sullo stesso terreno di via Ferrera 24 una clinica oftalmologica.
I primi appartamenti
Alcuni appartamenti protetti furono poi realizzati all’interno della casa per anziani Beltramonto, poi andati persi quando la struttura divenne l’attuale Belsoggiorno. Una lacuna che oggi, dunque, si colma grazie alla Residenza San Clemente, composta da 62 appartamenti, di cui 50 da 2,5 locali e 12 da 3,5. Tutti concepiti – spazi comuni compresi – «a misura di anziano» (e adatti anche per portatori di handicap), di alto standing, ma – aspetto fondamentale – con pigioni moderate (cosa non frequente in un settore che è in costante sviluppo nel cantone). Particolarmente accattivante la struttura del complesso, con un ampio e luminoso giardino interno, dove non mancano molto verde, un biotopo e punti di incontro dove sostare. Senza contare le collaborazioni: con Pro Senectute, che gestirà in loco un centro socio-assistenziale, con il servizio di aiuto domiciliare, con Opera prima – per un eventuale servizio di badanti e la pulizie degli appartamenti –, con la casa Belsoggiorno per i pasti e con ATTE. Tutto per garantire vicinanza, incontri, assistenza e un vasto ventaglio di attività, che farà della residenza un vero villaggio, ovviamente aperto anche verso l’esterno.
Sabato le porte aperte
Attualmente sono già occupati una dozzina di appartamenti e entro il primo trimestre del prossimo anno gli inquilini, che si insedieranno a tappe, saranno una trentina. La proposta è indirizzata prima di tutto ai residenti ad Ascona e nei Comuni limitrofi. Eventuali interessati potranno scoprire la nuova residenza durante le porte aperte, in programma sabato, fra le 14 e le 17.
