Sede dei pompieri all'ex LATI, l'opposizione ora si coalizza

A Bellinzona il dibattito sulla nuova caserma dei pompieri è sempre acceso. La decisione del Municipio di orientarsi sull’acquisto dell’ex immobile LATI di Sant’Antonino - dopo aver inizialmente favorito il sedime dell’ex Birreria di Carasso - ha visto, già negli scorsi mesi, l’emergere di forti dubbi, palesati anche in sede politica con una serie di atti parlamentari. Preoccupazioni rivolte, in particolare, alla delocalizzazione fuori dai confini comunali, a tempi d’intervento potenzialmente più lunghi nei punti nevralgici della Città , al tramonto del concetto di «cittadella dei servizi» che vedeva nell’edificio di Carasso la sede perfetta non solo per i pompieri, ma anche per Croce Verde, Protezione civile e magari anche la Polizia comunale.
Rispondendo alle due interpellanze presentate da Rodolfo Quatraccioni (Lega/UDC) e da Maura Mossi Nembrini (Più Donne), lunedì l’Esecutivo ha potuto dissipare alcune di queste perplessità, facendo chiarezza in particolare sui costi dell’operazione per l’ex LATI e sui tempi di intervento che, «da simulazione» non mostrano differenze «statisticamente significative» fra la sede attuale e quella auspicata dal Municipio.
Una via alternativa
Tutto bene, quindi, in vista della discussione del 19 ottobre? Non proprio. È vero, come abbiamo potuto appurare recentemente (cfr. edizione di giovedì 24 settembre) che l’opzione l’ex LATI può contare sul sostegno abbastanza compatto (ma non privo di eccezioni) dei partiti storici. Tuttavia la navigazione non si prospetta certamente tranquilla per il progetto.
Già anticipata a inizio settembre, la possibilità che la Commissione della gestione presenti due rapporti, uno di maggioranza e uno di minoranza, è ormai realtà. La notizia è confermata da Brenno Martignoni Polti (Il Noce), che spiega il suo punto di vista: «Se a distanza di oltre nove mesi dal rilascio del messaggio, il tema non è ancora approdato in Consiglio comunale, significa che l’opzione ex LATI non è propriamente lineare e senza criticità». Da sindaco, ricorda Martignoni Polti, «mi sono impegnato e attivato a portare avanti e strutturare il MEP (progetto per Magazzini comunali, Ecocentro e Pompieri all’ex Birreria, ndr), poi lasciato andare alla deriva dai Municipi successivi. Alla mia uscita dall’Esecutivo nel 2012, il carteggio era completato e pronto per essere realizzato. Oggi, la nuova caserma sarebbe già pienamente operativa, e invece...». Oltre ai dubbi su costi, tempi di intervento e impatto sulla struttura dei pompieri, l’ex sindaco evidenzia le proprie perplessità anche sulle tempistiche dal messaggio municipale riguardante l’acquisto dello stabile di Sant’Antonino, arrivato a breve distanza dai lavori per la riorganizzazione del Corpo. «Per quanto mi concerne, da relatore sul messaggio che ha rivisto l’organizzazione dei pompieri nella capitale e nel Gambarogno, sono dell’avviso che il Consiglio comunale avrebbe dovuto essere informato di una trattativa già pendente e volta a trasferire i nostri pompieri fuori città».
Le preoccupazioni restano
Il rapporto di minoranza stilato da Martignoni Polti verrà con ogni probabilità firmato anche da Lorenza Giorla Röhrenbach (Verdi-FA-Indipendenti), che da noi contattata conferma di condividerne le preoccupazioni: «Le tabelle comparative presentate dall’Esecutivo non risolvono il tema dei tempi d’intervento, che si dilaterebbero non poco per punti nevralgici come l’ospedale San Giovanni. La riorganizzazione nella capitale e nel Gambarogno prevede inoltre di mantenere parte del Corpo di stanza a Riazzino». Una vicinanza a Sant’Antonino che rischierebbe, secondo Giorla Röhrenbach di sbilanciare i servizi fra sud e nord di Bellinzona.
Considerata, poi, l’area notoriamente congestionata in cui sorge l’ex LATI, secondo la consigliera comunale, anche la questione del traffico rimane aperta: «Nonostante le discussioni del Municipio con l’USTRA, non c’è ancora una vera soluzione a questo problema. Si parla di aprire una strada secondaria, ma non è chiaro quanto aiuterà a risolvere la questione».
