Segnalazioni di abusi, «le aziende dovrebbero avere una persona formata responsabile»

«Creare una legge mirata per obbligare le aziende ad avere una persona formata che sia responsabile in caso di segnalazioni di abusi, discriminazioni, violenze fisiche o psicologiche». È la proposta formulata dall’associazione MI-TI-CI Against Abuse, attiva da oltre cinque anni su tutto il territorio ticinese e composta da un gruppo di motociclisti volontari che mettono a disposizione il loro tempo libero al fianco di donne e bambini vittime di qualsiasi forma di abuso domestico, lavorativo o scolastico.
Come è nata l'idea
«Al termine delle conferenze che la nostra associazione propone annualmente a Comuni, eventi e scuole, emergono sempre idee dal pubblico», scrive l’associazione in una nota stampa. «Una delle ultime riflessioni condivise con noi riguardava il fatto la che la gente trascorre gran parte del proprio tempo al lavoro. Avere quindi una persona di riferimento nella nostra azienda - magari una collega formata - pronta ad ascoltarci senza pregiudizi e a indirizzarci verso una via d’uscita sicura ed efficace, sarebbe importante».
L'appello
MI-TI-CI ricorda che in tutte le fabbriche, uffici e centri commerciali, una o più persone vengono formate annualmente per essere responsabili nei casi di incendio, ovvero dei piani di evacuazione, spegnimento fuoco e gestione dell’accaduto. Lo stesso viene fatto per gli eventi di primo soccorso, come infortuni o malesseri: un dipendente segue corsi con personale qualificato. «Se sul posto di lavoro scoppia un incendio sappiamo a chi rivolgerci. Se qualcuno si sente male, sappiamo chi chiamare. Ma se subiamo molestie, mobbing o altro? Cosa facciamo, chi chiamiamo, a chi chiediamo aiuto? Facciamo appello alla politica affinché possa prendere spunto dalla nostra proposta».
Perché questa figura
«Il concetto è molto semplice: a livello cantonale si sta muovendo qualcosa, ma viste le tante situazioni che si vengono a creare nelle aziende, bisognerebbe comunque - secondo noi - avere un riferimento anche per quello che possono essere gli abusi sul lavoro, contesto in cui la vittima non sa magari a chi rivolgersi», ci spiega «Manga», presidente dell'associazione MI-TI-CI. Inoltre «tra colleghi possono a volte nascere relazioni sentimentali. E come iniziano, possono anche concludersi. In quel caso, i problemi dovrebbero restare fuori dall’ambiente lavorativo ma, dato che non sempre è così, disporre di un referente interno potrebbe rivelarsi molto utile».
«Noi siamo a disposizione»
Per quanto concerne la formazione di questo responsabile di riferimento «noi siamo a disposizione», prosegue «Manga». «Siamo abilitati come prima difesa e disponiamo di una rete di psicologici e medici. Possiamo dunque offrire indicazioni e suggerimenti in forma gratuita sul tema della violenza, qualora un’azienda volesse dotarsi di un referente interno». Ma non solo: «Nel caso in cui un dipendente avesse necessità di condividere dei problemi e volesse farlo con qualcuno di esterno alla ditta, noi siamo a disposizione».
Al via la campagna di informazione
All'associazione non rimane adesso che far conoscere il proprio progetto. «Stiamo allestendo una campagna di informazione, che partirà ufficialmente settimana prossima. Ma in realtà ci siamo già mossi; abbiamo contattato tutti i Comuni e i relativi Dicasteri socialità per far arrivare il messaggio di chi siamo e cosa proponiamo. Ma questo messaggio deve arrivare anzitutto alle vittime: la nostra associazione è pronta ad aiutarle».
