Semafori sul Piano di Magadino: prima nemici, ora fedeli alleati

«Il progetto è in fase di sviluppo e la conclusione è prevista entro la fine del 2027», conferma al Corriere del Ticino Eugenio Sapia, dell’Ufficio federale delle strade, riferendosi al collegamento autostradale tra Locarno e Bellinzona la cui sfida principale è costituita dalla regolazione della viabilità nella zona di Quartino. Che, ribadisce, non si limiterebbe alla sola installazione di qualche semaforo: «Definirlo così sarebbe riduttivo, poiché si tratta di installare un sistema moderno di gestione del traffico, che non considera solo il traffico veicolare individuale, ma anche e soprattutto il trasporto pubblico su gomma e il traffico lento». Il consigliere nazionale Bruno Storni, giovedì, ha depositato un’interrogazione al consiglio federale, definendo la strategia di Berna come «inutile» e chiedendo - piuttosto - di anticipare la posa dell’asfalto fonoassorbente sul tracciato della A13 Mappo-Tenero-Gordola, i cui lavori sono previsti solo tra il 2028 e il 2030: «Una tempistica inaccettabile».
Investimenti per 60 milioni
Il tema del controllo della mobilità non è nuovo, in quel comparto. Nel 2019, oltre il 73% dei ticinesi aveva bocciato in votazione la proposta formulata dal Cantone, la Confederazione (che nel frattempo ha acquisito la gestione di quel segmento) su una semaforizzazione contro la quale era stato lanciato un referendum. Allora, l’investimento era di 3,3 milioni a fronte dei 60 richiesti in totale oggi per una serie di interventi che includono l’allargamento di carreggiate, l’eliminazione di rotonde e il rifacimento di tragitti. Da noi contattata, la sindaca di Sant’Antonino, Simona Zinniker - al contrario del rappresentante ticinese del Ps -, ripone la fiducia negli esperti dell’autorità federale competente in materia di infrastruttura stradale: «Gli ingegneri del traffico ci hanno illustrato i loro studi, che ci hanno convinto. D’altronde, qualsiasi intervento che abbia l’obiettivo di rendere più scorrevole questo particolare punto viario, soprattutto in estate, periodo più critico, è benvenuto».
«Abbiamo cambiato idea»
Sulla stessa linea d’onda anche il collega di Gambarogno, Gianluigi Della Santa: «All’inizio, nel 2022, mi ero molto preoccupato e mi ero messo di traverso a questa “rivoluzione calata dall’alto” nella zona della Pergola. Tuttavia, oggi mi sono ricreduto e, con il nuovo concetto presentato appunto dagli specialisti, ho capito che la tecnologia ha fatto passi da gigante. In questi tre anni ho cambiato idea. Certo, i picchi su alcuni orari di punta ci sono sempre e capisco il fatto che, a volte, chi proviene da Locarno e vuole svoltare verso ovest è costretto ad attendere qualche secondo. Una volta inseriti nel flusso, però, è garantito che ci si muove decisamente meglio e perdendo molto meno tempo rispetto a prima». Infine, anche il sindaco di Cadenazzo, Marco Bertoli, ha percorso un cambio di rotta simile a quello di Della Santa: «E pensare che ero così scettico e avevo espresso soddisfazione per l’esito negativo della chiamata alle urne. Ma lo scetticismo che avevo all’epoca è svanito grazie alle spiegazioni delle persone competenti».
I passi avanti della tecnologia
L’intervistato sottolinea come l’area sia ora comunque di competenza federale e non è possibile sollevare alcuna contestazione simile a quella del passato. «In ogni caso, le spiegazioni fornite e i casi simili alla situazione che abbiamo qui, non possono che, in conclusione, dare ragione alla visione dell’ente federale. Le rotonde potevano avere un senso decenni fa, quando la quantità di veicoli era nettamente inferiore a quella odierna. La tecnologia ha fatto passi da gigante e grazie a una serie di misure e accorgimenti, è addirittura possibile prevedere la configurazione dell’accodamento dei mezzi con largo anticipo».
Volumi di transito in discesa
Tornando al recente atto parlamentare, Storni - come detto contrario a quanto si vuole mettere in cantiere - nell’interrogazione indirizzata all’Esecutivo della capitale federale fa notare come il volume dei transiti sull’arteria in questione sia diminuito: «Dal picco nel 2015 di 28.409 veicoli di media giornaliera, oggi siamo man mano scesi ai 26.775 del 2024. E pensare che una volta si diceva in crescita. Una tendenza che dimostra come non esista una razionale giustificazione a questo tipo di opera che si intende realizzare», ha ribadito il 71.enne al Corriere del Ticino.
