Bissone

Sfratto, causa e risarcimento: non è finita per Fàbregas

Il proprietario dell’immobile nel quale viveva il mister del Como ha parzialmente vinto la causa in Pretura: l’allenatore dovrà versare un totale di 26.500 franchi di affitti arretrati – Sulla decisione, però, è stato inoltrato ricorso
©Chiara Zocchetti
Stefano Lippmann
05.09.2026 06:00

Se stessimo assistendo a una partita di calcio diremmo che è iniziato il secondo tempo. E non è detto che la contesa possa protrarsi ben oltre i novanta minuti regolamentari. È infatti tutt'altro che archiviata la vicenda che vede da un lato l’allenatore del Como Cesc Fàbregas, dall’altro il proprietario immobiliare che a dicembre del 2023 ha affittato un appartamento a Bissone al mister spagnolo. Una vertenza che è finita nell’aula della Pretura del Distretto di Lugano. Al centro del contenzioso – con reciproche accuse – v’è proprio l’appartamento nel comune affacciato sul Ceresio, degli affitti scoperti, una richiesta di sfratto (dichiarata irricevibile a inizio 2025) e una disdetta, formulata dalla controparte e anch’essa contestata, per motivi gravi. Il primo tempo – tornando alla metafora calcistica – è terminato ad aprile quando il pretore Carlo Paris ha parzialmente accolto l’istanza del proprietario di casa, Christian de Kant. Patrocinato dall’avvocato Riccardo Schumacher, de Kant si è rivolto alla Pretura per una decisione in merito agli affitti non pagati tra ottobre 2024 e aprile 2025 (il contratto di locazione è stato stipulato sino alla fine di novembre del 2025) per un totale di 56.000 franchi. Il pretore, come detto, ha dato parzialmente ragione a de Kant nella misura in cui l’importo da saldare è stato riconosciuto in 26.500 franchi. Una decisione, quest’ultima, che è stata impugnata dal legale di Fàbregas, l’avvocato Roy Bay.

Il caso era balzato agli onori della cronaca – anche internazionale – nel settembre del 2024. E questa, come detto, è soltanto una delle vertenze aperte. De Kant ha infatti promosso un’altra istanza reclamando ulteriori mesi di affitto non corrisposto nonché una richiesta di risarcimento di 60.000 franchi per danneggiamenti all’appartamento di Bissone e per le spese legali sostenute. Per quel che riguarda i danni, il proprietario dell’immobile ha deciso di avvalersi di una ditta esterna per una perizia. Documento nel quale si afferma che «a causa dei danni riscontrati e dello stato generale di pulizia dell’immobile e dei vani comuni attinenti non è stato possibile portare a termine la riconsegna dell’appartamento e la successiva rilocazione dello stesso». Inoltre l’analisi ha ravvisato che «lo stato odierno dell’immobile periziato non è riconducibile alla normale usura e al naturale deterioramento delle finiture e del mobilio essendo la locazione proseguita per un periodo di tempo ridotto ed essendo di prima conduzione». Da qui, come detto, anche l’avvio di una procedura di risarcimento danni.

Quando la vertenza tra il proprietario di casa e il mister divenne pubblica, nel 2024, il difensore di quest’ultimo spiegò che «la famiglia Fàbregas ha creduto, in buona fede, che sospendendo il pagamento delle pigioni (anziché depositarle presso le competenti autorità) avrebbe agevolato una risoluzione più rapida delle problematiche. Così purtroppo non è stato». Ancora oggi, in effetti, la causa è tutt'altro che appianata. Da noi sollecitato più volte, l’avvocato Bay al momento non ci ha ancora fornito una presa di posizione.