Si chiamerà ancora biblioteca, ma sarà molto più di prima

Se un’iniziativa a cui si prevede aderiranno circa 100 persone partecipano invece oltre 740 persone non può che essere considerata un successo. Anzi «una scossa tellurica», per usare le parole del capodicastero Socialità Davide Dosi. Oppure può già essere considerata una conferma del fatto che il Municipio ci ha visto lungo: la Biblioteca comunale di Chiasso ha grande potenziale. La popolazione ne è ben consapevole e non vede l’ora di sfruttarlo, non per niente c’è chi vuole contribuire (parliamo di decine di persone).
Aprirsi sul territorio
La presentazione del progetto in cui si è lanciata la Biblioteca della cittadina ci ha fatto pensare a un effetto Filanda. Sì perché il desiderio è di far salire di livello il servizio, ampliandolo, facendolo evolvere e aprendolo sempre più sul territorio e sulla popolazione (sia chi abita, sia chi lavora a Chiasso).
Il punto d’inizio del progetto è il desiderio del municipale Dosi di «dare una nuova dimensione alla biblioteca. Al giorno d’oggi l’evoluzione delle biblioteche le porta sempre più ad essere un elemento centrale e della vita sociale dei comuni in cui si trovano». Questo è quello che si desidera realizzare anche a Chiasso. La prima tappa del progetto è un sondaggio. Un questionario inviato a circa 3.000 persone tra studenti, lavoratori, utenti della biblioteca, residenti e semplici curiosi, a cui hanno risposto in 742 e completato integralmente 595 persone. «L’obiettivo era duplice: sondare la percezione della biblioteca e intercettare i desideri della gente», ha spiegato in conferenza stampa la collaboratrice della struttura Fabia Steffanina.
Richieste e tante offerte
Ciò che è emerso dal sondaggio è da una parte l’apprezzamento per il servizio esistente, dall’altra l’auspicio di una biblioteca ancora più aperta e vissuta. «La biblioteca viene immaginata come qualcosa di più di un luogo dove prendere libri», così ancora Steffanina. Tra i dati più interessanti c’è il divario tra conoscenza e frequenza: il 56,51% dei partecipanti al sondaggio conosce la biblioteca ma non la frequenta, il 27,22% la conosce e la frequenta. Lì è stata vista un’opportunità e individuato un potenziale di crescita. Da sfruttare approfittando anche delle suggestioni raccolte grazie al sondaggio stesso che ha mostrato come ci sia grande interesse per corsi, attività per famiglie, club del libro, incontri con autori o serate dedicate ai giochi.
Ma ciò che ha sorpreso particolarmente gli organizzatori è il fatto che non siano pervenute soltanto richieste di attività, ma anche moltissime proposte. Tra chi si è detto disponibile ad aiutare come volontario c’è infatti una cinquantina di persone che si è offerta per organizzare attività. «Il sondaggio ha suscitato un entusiasmo che ci ha travolto», non ha nascosto Andrea Bianchi, responsabile dei Servizi sociali chiassesi. Tra le numerose proposte – «tutte di qualità» – ne sono già state selezionate 5 che saranno sviluppate nel corso del 2027. Saranno presentate il 12 ottobre alle 18.30 durante una serata pubblica seguita da una cena offerta (iscrizioni entro il 2 ottobre a [email protected]).
Parallelamente sarà proposto un programma di incontri in collaborazione con Chiasso_Culture in Movimento e il Servizio per l’integrazione cantonale. Tra i desideri, ma anche tra gli obiettivi, c’è infatti pure quello di coinvolgere maggiormente le persone con passato migratorio. Manifestazioni di questi intenti sono degli incontri che vedranno protagonisti proprio individui di recente immigrazione, che parleranno dei loro campi di specializzazione, e l’ampliamento del catalogo della biblioteca con testi rivolti a loro, ha spiegato Lucia Ceccato, responsabile del centro di socializzazione Calicantus. «Rimarremo una biblioteca generalista di pubblica lettura, con specializzazione in grafica e design e con il cuore del catalogo che rimarrà dedicato a narrativa e saggistica – ha garantito il bibliotecario Augusto Torriani –, ma integreremo libri adatti all’apprendimento della lingua italiana, libri in italiano di facile lettura e libri in lingua straniera, che oggi non abbiamo del tutto».
«Di carne al fuoco ce n’è tantissima» ha concluso Dosi. Come non perdersi nulla e rimanere sempre aggiornati? Ad aiutare ci sono i nuovi canali social della biblioteca, sia Instagram, sia Facebook.
