Sì, Chiasso può progettare l'incontro tra generazioni

«È il segnale di un Consiglio comunale che, al di là delle sensibilità politiche, ha saputo riconoscere l’importanza strategica di un’iniziativa destinata a lasciare il segno nella nostra città per molti anni». Non ha certo nascosto la soddisfazione il capodicastero Istituti sociali di Chiasso Stefano Tonini nel rivolgersi ai consiglieri comunali. Questa sera, infatti, il Legislativo ha dato luce verde alla realizzazione di un progetto per la riqualifica del comparto di Casa Giardino e di Casa Soave (con relativa concessione di un credito di 400.000 franchi). Un ulteriore passo, deciso, verso la creazione di un vero e proprio quartiere intergenerazionale che ha potuto contare sul «sì» unanime del Consiglio comunale (39 i presenti).
«Con questo passo – ha continuato Tonini – poniamo le basi per un progetto che verosimilmente porterà a ridisegnare un intero comparto cittadino, dandogli una nuova identità, una nuova funzione e una nuova centralità. Non stiamo parlando soltanto di edifici, ma di un luogo che dovrà diventare sempre più uno spazio di vita, di cura, di relazioni, di vicinanza tra generazioni, di servizi integrati e di presenza concreta sul territorio». In concreto, infatti, la cittadina vi immagina un quartiere dove l’utente – con sguardo soprattutto alla terza e alla quarta età – sarà al centro delle attenzioni.
Stando a un primo calcolo, l’intero progetto avrà un costo di quasi 35 milioni di franchi (secondo un importo riconosciuto dal Cantone, basandosi sui propri parametri): 16 per la ristrutturazione di Casa Giardino, 7 per il suo ampliamento e, infine, 12 per l’acquisto e messa in funzione di residenza Cassina oltre alla demolizione di Casa Soave. In totale saranno così messi a disposizione 155 posti letto.
Questi saranno suddivisi in 24 posti quali unità abitativa protetta (3 nuclei da 8 posti), 12 posti letto nelle cure palliative e 119 nei comparti di lungodegenza e degenza temporanea.
La mensa sarà ancora gratuita
Più animata, invece, è stata la discussione in merito all’introduzione di una tassa di refezione alla Scuola dell’infanzia. Il pasto per i bambini – domiciliati – che frequentano l’asilo è gratuito. Un unicum, ormai, in tutto il Ticino. Il Municipio ha quindi proposto l’introduzione di un contributo di 40 franchi mensili per gli allievi che frequentano, appunto, la scuola dell’infanzia. Tra le motivazioni, messe nero su bianco nel relativo messaggio municipale, vi sono la necessità di adeguare l’offerta alle crescenti aspettative qualitative e delle nuove sfide economiche, inclusa la situazione finanziaria del Comune.
Il pasto in mensa, ad ogni modo, rimarrà gratuito per i piccoli domiciliati. Al voto, il messaggio è stato affossato: 12 voti favorevoli a fronte di 26 contrari (e un astenuto). Ha prevalso, dunque, la linea dettata da US-I verdi, il Centro e a larga maggioranza il gruppo Lega-UDC-Indipendenti. «Introducendo una tassa, invece di sostenere le famiglie e rendere il Comune attrattivo, si rischia di andare nella direzione opposta» ha detto Kavashar Ratnam (US-I Verdi) parlando, inoltre, di «un peso non indifferente per i nuclei familiari con redditi medio-bassi». Per Amedeo Mapelli (Il Centro), «non richiedere una tassa di refezione è un piccolo, forse simbolico, atto di vicinanza verso tutte quelle persone che hanno deciso che la nostra città è e sarà il luogo dove far crescere i propri figli e le proprie figlie». Il gruppo Lega-UDC-Indipendenti si è espresso, a larga maggioranza, contro l’introduzione della tassa che, ha spiegato Elena Galantino, «non costituisce una risposta alle criticità finanziarie» del Comune il quale, al contrario, «deve continuare a dimostrare vicinanza alle famiglie». A favore della tassa, invece, il PLR: Luca Maghetti ha sottolineato il «modestissimo contributo mensile richiesto alla famiglie». Come detto, però, il messaggio non ha trovato i favori del Legislativo.
