Si fa sesso fra le quattro mura

BELLINZONA E VALLI - L'appuntamento scatta in appartamento. Il fenomeno delle prostitute che esercitano fra le quattro mura domestiche non si limita all'ex Condominio Al Bosco di Cadenazzo (cfr. suggeriti), dove sono attive meno di una decina di donne. Nella nostra regione si sta diffondendo a macchia d'olio, sull'onda sempre più lunga della chiusura dei postriboli a seguito dell'Operazione Domino portata avanti dalla magistratura. Attualmente, come appurato dal nostro giornale sulla base di segnalazioni da parte di alcuni cittadini insospettitisi dello strano viavai di persone, delle meretrici offrirebbero prestazioni sessuali pure in anonime palazzine di Arbedo-Castione, Bellinzona e Biasca nonché addirittura in una casa di Pianezzo.
Per i locatari è difficile intervenire per il semplice fatto che – fino a prova contraria – quando qualcuno affitta un appartamento si dà per scontato che lo faccia per abitarci e non per svolgere un'attività commerciale. Lo stesso discorso vale naturalmente per le autorità, chiamate a far rispettare le regole edilizie. Ad Arbedo-Castione il problema è noto da alcuni anni e il Municipio lo ha già prontamente segnalato ai responsabili della sezione Teseu. Bellinzona, che ha introdotto il concetto di «immissioni immateriali moleste» nel Piano regolatore per limitare la prostituzione nelle zone residenziali, è ora confrontata con ragazze che svolgono il mestiere più vecchio al mondo accanto ad un «normale» inquilino.
