Viabilità

Sì, Mendrisio è molto amica delle zone 30

Dal 2018 ad oggi sul territorio comunale si sono moltiplicate le strade da percorrere a velocità ridotta – A differenza di altre realtà, il Municipio ha incontrato meno ostacoli – Maffi: «Proteggiamo i quartieri a favore dei residenti»
© CdT/Chiara Zocchetti
Stefano Lippmann
15.05.2026 06:00

C’è chi le ama e chi le odia. Parliamo delle cosiddette Zone 30: ovvero vie, nei vari comuni del Cantone, che gli automobilisti e gli utenti della strada in generale possono percorrere al massimo a trenta chilometri orari. Amate e odiate, s’è detto. Basti pensare al dibattito che è sorto attorno alla votazione popolare avvenuta il settembre scorso a Lugano. Ad ampia maggioranza (66,29%), i luganesi hanno detto no al progetto del Municipio che mirava ad estendere di una quarantina di chilometri le zone 30 (e alcune zone 20) nelle aree residenziali della città. A vincere, allora, è stato il fronte dei referendisti, allineatosi dietro l’immagine della mascotte utilizzata durante la campagna che portava al voto: un tartarugo incolonnato e multato per le vie di Lugano.

A Mendrisio e quartieri, invece, il discorso è totalmente diverso. Dal 2018, dando seguito a un messaggio municipale, sono già state realizzate molte Zone 30. L’ultima in ordine di tempo riguarda Arzo. Entro la fine del mese sarà estesa, su via Antonio Rinaldi, la Zona 30 già esistente. Per l’Esecutivo non vi sono dubbi: «L’obiettivo è aumentare la sicurezza stradale, rendere più fluida la convivenza tra tutte e tutti gli utenti della strada e ridurre le immissioni foniche generate dal traffico». Prima di Arzo, parliamo di qualche settimana fa, è toccato anche al quartiere di Tremona. E il lavoro non è finito qui: prossimamente anche a Capolago verrà implementata una nuova Zona 30.

A protezione dei quartieri

Nel territorio della città questo tipo di misura ha incontrato, in generale, poca resistenza. «Si tratta di aree e vie dove anche la popolazione ne sente un po’ il bisogno» commenta da noi interpellato il capodicastero Sicurezza e prossimità Samuel Maffi. In altre realtà, come raccontato, l’accoglienza delle Zone 30 è diversa. «A Lugano ad esempio – analizza il nostro interlocutore – c’è un forte pendolarismo e si osservano grossi flussi di transito nella grande città». A Mendrisio è diverso: «Le zone 30 che abbiamo implementato, di fatto, non vanno a ‘bloccare’ o a rallentare più di tanto gli spostamenti interurbani». La motivazione di fondo, a tutti gli effetti, è un’altra. «Andiamo a proteggere dei quartieri rispettivamente delle porzioni di territorio a favore dei residenti – sottolinea Maffi –. Lo stesso discorso vale per i luoghi sensibili come nel caso di scuole, asili e piazze».

Il cambio di velocità, se così possiamo definirlo, nella realizzazione delle aree a velocità ridotta risale al 2018. Allora, il Consiglio comunale aveva approvato il messaggio con la richiesta di un credito quadro di 1.250.000 franchi al fine di snellire le procedure e di procedere in tempi brevi (4/5 anni) alla progettazione e all’introduzione di nuove zone 30 nei quartieri residenziali di Mendrisio. I lavori procedono ma i tempi, ad onor del vero, si sono un pochettino dilatati. «Avevamo ipotizzato uno sviluppo più celere – conferma Maffi –. Ma complici anche i lavori alle sottostrutture (come ad esempio le canalizzazioni, ndr.), qualche opera è slittata».

In questo articolo: