I dati

Sicurezza alimentare elevata in Ticino, ma il 2025 segna anche l’allarme cianobatteri

Il rapporto d’esercizio del Laboratorio cantonale conferma un quadro rassicurante sul fronte dei controlli alimentari – Resta però sotto i riflettori il fenomeno delle fioriture nel bacino sud del Ceresio
© CdT/ Chiara Zocchetti
Red. Online
03.07.2026 10:28

La fotografia scattata dal Laboratorio cantonale resta nel complesso rassicurante: in Ticino la sicurezza alimentare si conferma elevata. Lo scorso anno – emerge dal Rapporto d'esercizio 2025 – sono state effettuate 2.095 ispezioni ufficiali presso oltre 7.000 attività soggette alla legislazione sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso.

I dati

Per quanto riguarda le aziende alimentari e gli acquedotti, il 90% delle strutture ispezionate ha ottenuto una buona performance, mentre il restante 10% dovrà essere controllato più spesso, poiché il loro rendimento non è stato soddisfacente. In 27 interventi ispettivi è stata imposta l’eliminazione di derrate alimentari poiché scadute, in stato avariato, o a causa di altri motivi. A fronte di condizioni igieniche inaccettabili è stato imposto 9 volte il divieto di utilizzo di locali o di attrezzature. Sono state emesse 433 notifiche di contestazione e, nei casi più seri, sono state avviate 33 procedure di contravvenzione.

Sul fronte analitico, sono stati esaminati complessivamente 5.275 campioni, di cui 2.741 ufficiali. Il tasso medio di non conformità si è fermato al 9,6%, con la microbiologia coinvolta in quasi due casi su tre. Tra le verifiche più significative figurano quelle sui piatti pronti, sui prodotti lattiero-caseari e carnei, sui panini imbottiti, sulle bevande proteiche, così come i controlli sull’acqua potabile, con attenzione particolare ad arsenico, radon, contaminanti nelle falde e cianotossine.

I cianobatteri

Nel rapporto c’è infine spazio anche per uno dei temi che più hanno toccato da vicino la popolazione: le fioriture di cianobatteri nel bacino sud del Ceresio, comparse da metà agosto. La situazione ha avuto conseguenze dirette anche sulla fruizione delle spiagge: in alcuni punti e in determinate ore del giorno, la balneazione è infatti diventata impossibile.

In base al protocollo del Laboratorio cantonale, i Comuni e i lidi interessati hanno provveduto a esporre una segnaletica specifica nella maggior parte degli accessi all’acqua. Nelle spiagge sorvegliate è stato inoltre adottato il sistema a bandiere per indicare il livello di pericolo: bandiera gialla in caso di rischio moderato, bandiera rossa in presenza di rischio elevato.