Sicurezza in città, il sondaggio in un quartiere preoccupato

«Violenza in centro a Lugano, un quartiere preoccupato». Titolavamo così, circa un anno fa, per descrivere il sentimento di un quartiere, il Maghetti, confrontato con vari episodi di violenza, in particolare legati alla movida, così come con atti di vandalismo e danneggiamenti. Più di recente, dopo i disordini del Primo maggio, alcuni commercianti ed esercenti che si affacciano sulla pensilina Botta o hanno le loro vetrine al Maghetti, sentiti dal Corriere del Ticino, avevano lamentato un peggioramento della situazione e chiesto maggiore sicurezza.
A farla da padrone, come abbiamo potuto appurare, ci sono in particolare episodi di danneggiamenti e vandalismi (per esempio alle sedie dei locali) fino ad arrivare anche a un furto di un paio di migliaia di franchi. Che fare, dunque? Aumentare la presenza della Polizia o degli agenti di sicurezza privati? Incrementare la collaborazione con chi lavora e vive nel quartiere? Per dare una risposta a queste domande, dopo l’ultimo incontro tra autorità e rappresentanti del Maghetti, che si era già tenuto prima dei fati del primo maggio, la Polizia vuole fare un’analisi approfondita. Ha trasmesso un sondaggio a commercianti, esercenti e residenti del quartiere. Tra i quesiti posti, se si sentono sicuri, se si sono trovati confrontati con episodi violenti, di spaccio o con furti e danneggiamenti e che cosa, secondo loro, si potrebbe fare per aumentare la sicurezza.
I formulari sono stati distribuiti negli scorsi giorni e l’obiettivo è quello di raccogliere anche informazioni sulla percezione della sicurezza, sugli episodi problematici osservati nel quartiere e sul loro eventuale impatto sulle attività commerciali. Le risposte in forma anonima che perverranno dalle sei pagine del sondaggio verranno elaborate sotto forma di una statistica che dovrebbe contribuire a comprendere meglio la situazione e valutare eventuali margini di miglioramento. «Vogliamo prima di tutto capire meglio le dinamiche nel comparto, per individuare le misure che può mettere in campo la Città e quelle eventualmente in sinergia con i privati che gestiscono il quartiere Maghetti (che è un quartiere privato con passo pubblico) », spiega al CdT la capodicastero Sicurezza Karin Valenzano Rossi. Insomma, l’obiettivo è capire «quali sono i temi e quali i possibili interventi, attuabili anche in collaborazione con tutti gli attori coinvolti, affinché nei vari ambiti di competenza tra pubblico e privato si possa aumentare la sicurezza». L’invito è quello di farsi avanti: non tutti coloro che si trovano confrontati con situazioni «sopra le righe», infatti, informano tempestivamente le autorità.
Le statistiche, intanto, continuano a premiare la città in riva al Ceresio, che per l’undicesimo anno di fila si conferma la più sicura della Svizzera. A preoccupare maggiormente le autorità sono i casi di violenza occasionale nelle aree della movida e negli spazi pubblici e in particolare i giovani con il coltello in tasca. Se da un lato i reati contro il patrimonio, i furti con scasso e le truffe agli anziani sono ben gestiti dalle forze dell’ordine, dall’altro sono appunto aumentati quelli violenti, in particolare commessi fra le mura di casa o da giovani, spesso con armi bianche.
