Sicurezza privata sotto accusa dopo Nebiopoli, Rossi: «Una coppia di adulti è stata massacrata»

Il crescente numero di segnalazioni riguardanti presunte aggressioni da parte di agenti di sicurezza privata durante eventi pubblici finisce al centro di un’interpellanza presentata dal deputato UDC Tuto Rossi. L’atto parlamentare, definito urgente, nasce da episodi che — secondo il granconsigliere — «destano profonda preoccupazione e sollevano interrogativi rilevanti» sulle modalità con cui vengono selezionate, formate e controllate le società incaricate della vigilanza. Al centro del caso vi è quanto accaduto durante il Carnevale Nebiopoli di Chiasso. In quell’occasione la sicurezza era stata affidata a una «notissima società di sicurezza privata», i cui agenti sarebbero stati protagonisti di episodi di aggressione nei confronti di cittadini presenti alla manifestazione. Secondo Rossi, i fatti avrebbero provocato «gravi danni fisici e psicologici alle persone coinvolte».
Interesse pubblico
Per il deputato, la questione tocca un interesse pubblico evidente. «Il tema della sicurezza dei cittadini è di centrale importanza ed è inaccettabile che vengano compiuti atti di violenza nei confronti dei cittadini da coloro che, invece, dovrebbero tutelarli», scrive nell’interpellanza. La funzione della sicurezza privata — sottolinea — dovrebbe essere quella di «prevenire situazioni di rischio e contribuire al mantenimento dell’ordine, non certo di generare ulteriori tensioni o mettere in pericolo l’incolumità delle persone». Da qui la richiesta di fare chiarezza sul quadro normativo e operativo legato alle prestazioni private di sicurezza e investigazione. Considerato il «ruolo delicato» svolto da questi operatori e il loro contatto diretto con la popolazione, Rossi ritiene fondamentale che l’attività di vigilanza avvenga nel rispetto di «chiari criteri di professionalità, proporzionalità e responsabilità».
L’interpellanza
Con l’interpellanza il deputato chiede quindi al Consiglio di Stato quali controlli vengano effettuati sulle società e sugli agenti di sicurezza privata incaricati durante eventi pubblici, con l’obiettivo dichiarato di «garantire la tutela dei cittadini e prevenire il ripetersi di situazioni analoghe».
1. Quali controlli vengono effettuati dalla polizia cantonale sugli impiegati delle agenzie di sicurezza privata (Securitas, Prosecur, Rainbow, etc...)?
2. Viene loro chiesto il casellario giudiziale svizzero e dello Stato di provenienza?
3. Con che regolarità viene chiesto il casellario giudiziale?
4. È vero che queste agenzie di sicurezza privata assumono personale a basso costo per aumentare i loro guadagni?
5. A quanto ammonta il salario degli agenti Securitas che hanno assicurato "l'ordine" a Chiasso?
6. Quanti sono gli impiegati delle agenzie di sicurezza privata attive sul territorio ticinese?
7. Quanti di questi sono svizzeri? Quanti domiciliati e quanti frontalieri?
8. È vero che costoro ricevono solo un paio d'ore di formazione, per di più dal loro stesso datore di lavoro?
9. Quali controlli esegue la polizia cantonale sulla formazione di questi individui?
10. Ci sono differenze tra un'agenzia privata e l'altra riguardo alla formazione degli agenti di sicurezza privata?
11. Quali delitti, risse o pestaggi hanno provocato simili agenti di sicurezza privata e di quali ditte?
12. Quali misure intende adottare il Governo per garantire che la sicurezza negli eventi pubblici sia affidata a personale qualificato e debitamente formato?
13. Il Consiglio di Stato intende introdurre o rafforzare standard minimi di formazione, competenza e comportamento professionale per il personale impiegato nelle attività di sicurezza privata durante eventi pubblici?
14. È previsto o si intende introdurre un sistema di controllo o vigilanza sulle società private incaricate della sicurezza, volto a monitorare il rispetto delle norme e a prevenire abusi?
15. Secondo quali criteri e procedure viene attribuito l'incarico di garantire la sicurezza di un determinato evento a una specifica società di sicurezza privata?
