Sirica: «L’iniziativa non è passata, ma il dumping è restato», due casi nel Mendrisiotto riaccendono il dibattito

Negli scorsi giorni sono comparsi sul portale di annunci di lavoro Indeed due offerte relative a impieghi in Ticino che indicano livelli salariali estremamente bassi rispetto alle mansioni richieste. Si tratta, secondo il deputato socialista Fabrizio Sirica, di «due esempi gravissimi di dumping salariale» che sollevano interrogativi urgenti sull’efficacia dei controlli e sugli strumenti a disposizione delle autorità. Motivo per cui, assieme al Gruppo Socialista, ha inoltrato un'interrogazione al Consiglio di Stato.
I casi
Il primo caso riguarda una posizione di marketing assistant presso la società Stars Be Original di Chiasso. L’annuncio prevede un grado di occupazione tra l’80% e il 100% e una retribuzione «fino a 20’000 franchi lordi all’anno», pari a circa 1.666 franchi al mese su 12 mensilità, ovvero «circa 9 franchi all’ora, contro i 20–20.50 previsti dalla legge sul salario minimo» o valori ancora superiori se applicabile un Contratto normale di lavoro di settore. Un secondo annuncio, pubblicato dalla Mercury Training Group SA di Mendrisio per una posizione a tempo pieno di marketing automation specialist, propone una retribuzione «di 30’000 franchi lordi annui», equivalenti a circa 2’500 franchi mensili. Anche in questo caso, sottolinea Sirica, «si tratta di circa 13.70 franchi orari, nettamente al di sotto dei minimi legali», nonostante le competenze richieste includano esperienza specifica, conoscenze tecniche e disponibilità a trasferirsi nei comuni di frontiera.
Conseguenze
Accanto a questi episodi, l’interrogazione richiama anche le conseguenze del dumping salariale per le persone disoccupate. Secondo quanto segnalato al deputato, «offerte con salari nettamente inferiori rispetto a quelli precedentemente percepiti possono mettere i beneficiari di indennità di disoccupazione in una situazione paradossale»: da un lato la necessità di candidarsi per evitare penalità, dall’altro il timore di accettare impieghi con retribuzioni manifestamente inferiori agli standard del settore. In questo senso, il fenomeno del dumping non rappresenterebbe solo «un problema per il corretto funzionamento del mercato del lavoro e per la tutela delle condizioni salariali», ma rischierebbe anche di produrre effetti distorsivi proprio per chi è alla ricerca di un’occupazione. Sirica inserisce infine questi casi in un contesto politico recente. Solo poche settimane fa il Cantone è stato attraversato da un intenso dibattito culminato nella votazione popolare sull’iniziativa «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale!», respinta ma sostenuta dal 43,83% dei votanti. Il fatto che annunci con salari così bassi emergano a breve distanza da quel confronto pubblico, osserva il deputato, «rafforza la percezione che il fenomeno sia tutt’altro che marginale». Nonostante le rassicurazioni secondo cui il Ticino sarebbe «il Cantone con più controlli», questi episodi portano a chiedersi se gli strumenti attuali siano davvero sufficientemente incisivi «non solo per impedire il dumping, ma persino per evitarne l’esibizione pubblica su internet». Il messaggio politico che Sirica intende lanciare con l’atto parlamentare è netto: «l’iniziativa non è passata, ma il problema è restato». Per questo motivo, conclude, «occorrono nuove proposte e nuove soluzioni». Il salario minimo potrà migliorare alcune situazioni, ma sarà «fondamentale accompagnarlo a una rinnovata attenzione sulla sua applicazione».
L'interrogazione
1.1 Tali annunci costituiscono, a giudizio del
Consiglio di Stato, indizi sufficienti per attivare verifiche o controlli
da parte degli organi competenti presso le aziende in questione?
1.2 In generale, vengono
monitorati gli annunci di lavoro pubblicati online al fine di individuare
possibili casi di dumping salariale?
1.3 Per il settore
economico in cui operano queste due aziende (marketing) vi è un contratto
normale di lavoro?
1.4 Intende la
tripartita fare un’indagine della presenza dumping?
2.1 Il Consiglio di
Stato è a conoscenza di situazioni in cui persone disoccupate esitano a
candidarsi a posti di lavoro con salari estremamente bassi per il timore di
incorrere in penalità in caso di rifiuto dell’impiego?
2.2 Il Consiglio di
Stato ritiene opportuno valutare misure che impongano o incentivino la pubblicazione
del salario previsto negli annunci di lavoro, eventualmente indicando
almeno una fascia salariale o il salario minimo previsto per la mansione?
2.3 Nella normativa
sull’assicurazione disoccupazione è già previsto che un salario manifestamente
inferiore alle condizioni usuali del settore possa costituire motivo valido
per rifiutare un impiego senza sanzioni?
3 In termini generali, qual è la strategia di
controllo del mercato del lavoro per i prossimi anni?
3.1 Quali strumenti
intende adottare il Consiglio di Stato per contrastare il dumping salariale?
3.2 Il Governo
condivide il messaggio di fondo, ossia che nonostante per poco non sia passata
l’iniziativa, la popolazione ha segnalato una forte preoccupazione sul tema del
dumping salariale?
